Kim Schmitz, meglio noto come Kim Dotcom, potrà essere estradato dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti dov’è accusato di violazioni al diritto d’autore per $175 milioni dal 2005 con Megaupload. Tedesco, Schmitz era stato arrestato nel 2012 ad Auckland per essere rilasciato dalle autorità qualche mese più tardi: il sequestro dei beni chiesto dalla FBI è stato respinto e Schmitz ha potuto scontare la detenzione ai domiciliari. Tuttavia, il tribunale ha appena stabilito che la richiesta d’estradizione negli Stati Uniti è legittima.

Gli avvocati di Schmitz hanno già annunciato che s’appelleranno alla Corte Suprema neozelandese per bloccare il procedimento, ma il 19 gennaio era stata aperta MEGA: la nuova piattaforma da 50Gb gratuiti della quale Dotcom è proprietario. Cosa accadrà ai file degli utenti? Saranno bloccati e diventeranno inaccessibili, come quelli condivisi su Megaupload? Schmitz aveva addirittura promesso che questi ultimi sarebbero tornati disponibili. L’ipotesi è sempre più remota. Fortunatamente, dal 7 febbraio il CEO di MEGA è Vikram Kumar.

Quando ho descritto le caratteristiche di MEGA, ho sottolineato a più riprese come i principali problemi del servizio riguardassero la credibilità di Schmitz e la longevità: nonostante l’impegno alla tutela del copyright, infatti, il processo in corso su Megaupload incide sull’esistenza della piattaforma. Se i beni di Dotcom tornassero sotto sequestro e lui fosse davvero estradato negli Stati Uniti, la nomina del nuovo CEO sarebbe un placebo. Uno dei motivi per cui, personalmente, non ho ancora utilizzato i miei 50Gb di spazio.

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