Sono da parecchio tempo ormai un utente Instagram, e mi è capitato cazzeggiando tra le foto di leggere spesso #kik e #kikme, senza sapere di cosa si trattasse, tra gli hashtag nei commenti ad una foto (nel link la mia guida al loro corretto utilizzo).

In queste vacanze ho finalmente avuto il tempo per prendere in mano alcune cose lasciate in sospeso, e tra queste mi sono informato su cosa sia Kik Messenger e come funzioni. Si tratta di un servizio di messaggistica, differente però da WhatsApp dal momento che su Kik non è obbligatorio inserire i numeri di telefono dei contatti, ma solo avere il loro nickname.

Ho dunque installato l’app del Social Network sul mio iPhone. Dopodiché mi sono registrato, ma non capendo il funzionamento mi sono  fiondato su Instagram e nella sezione esplora ho cercato prima #kik e poi #kikme. Diciamo che la ricerca non mi ha lasciato molta felicità addosso, anzi. Tra le varie foto, infatti, ne spuntano tantissime a contenuto pornografico, in mezzo a tanta gente in overdose da selfie.

La presenza di tante immagini hot mi ha preoccupato abbastanza, anche perché data la fuga da Facebook soprattutto di utenti di giovane età, ho pensato possa essere pericoloso trovarsi faccia a faccia con contenuti di questo tipo in tale fascia d’età.

Il mio consiglio, dunque, è quello di prendere Kik Messenger con le dovute precauzioni soprattutto se rapportato ad Instagram, dato che lo stesso Kik è in fin dei conti utilizzato come social di incontri al buio, tra fake e pornografia, a dispetto della prerogativa dei social network, favorire l’incontro di persone, preservando però l’integrità dei minori e impedendo la presenza dei fake.

Andrea Careddu su Google Plus Twitter

photo credit: Robert S. Donovan via photopin cc