Chi ha venti o trent’anni e chi i trenta li ha passati da un pezzo, deve rincorrere la tecnologia e cercare di capire quel che succede. I cosiddetti nativi digitali, i giovani, i piccolissimi, sono cresciuti con la tecnologia. Il mondo cambia e cambia anche il rapporto che le persone costruiscono con la tecnologia. Lo sanno bene i ricercatori di un’azienda di Boston di piccole dimensioni che ha avviato una collaborazione con il Lego Learning Institute.

Il loro obiettivo è di fare in modo che i piccoli spieghino ai grandi come loro vivono la tecnologia e in qualità di nativi diano delle informazioni utili agli sviluppatori per soddisfare le esigenze di questo pubblico. La cornice di questa attività è il progetto “KIDS – Kids Innovation Discovery Series Initiative“.

Neela Sakaria che presiede l’azienda Latitude, definisce i nativi digitali come “architetti” del futuro in relazione a quanto il web offrirà loro. Il fatto è che partono in vantaggio sugli adulti e sugli sviluppatori in primo luogo.

La prima domanda che viene posta ai ragazzi nelle scuole è che uso fanno di internet e poi quale posto occupano internet e la tecnologia in genere nella loro vita quotidiana. Per la cronaca: questa appena prodotta è la seconda ricerca e segue la prima dal titolo Robots@School.