A nemmeno 24 ore dalla chiusura del portale di file sharing KickassTorrents, il mondo della pirateria si è già riorganizzato e KickassTorrents è tornato in vita, anche se non ufficialmente, grazie ad alcuni cloni. Non è una novità, già in passato, dopo casi simili, la community del file sharing si era riorganizzata riproponendo online i siti chiusi dalle autorità. In questo caso specifico, KickassTorrents è resuscitato grazie a Kickasstorrents.website messo online da IsoHunt e grazie a Kat.am.

La testata The Verge ha provato a contattare Kat.am ed i creatori del portale hanno spiegato come il sito da loro messo online si appoggi a diversi host clound in maniera tale da poter sopperire ad eventuali tentativi di blocco. Inoltre, hanno sottolineato di aver migliorato il sito originale introducendo una versione mobile pur conservando il database originale.

Difficile, comunque, capire come evolverà questa situazione, se cioè questi cloni avranno vita lunga e se saranno bloccati a loro volta. In ogni caso, il dato oggettivo che traspare da questa vicenda è che sia davvero difficile sradicare il fenomeno della pirateria che in qualche modo si riorganizza sempre.

Per quanto riguarda la vicenda KickassTorrents, si ricorda che il fondatore del sito Artem Vaulin è stato fermato ed arrestato in Polonia ed estradato in America dove dovrà rispondere di capi d’accusa molto pesanti come infrazione delle regole sul copyright e riciclaggio di denaro sporco.

Infatti, secondo le autorità americane, KickassTorrents avrebbe distribuito contenuti protetti da copyright come film e musica per un controvalore di circa 1 miliardo di dollari. Complessivamente, il portale dedicato al file sharing avrebbe fatturato oltre 16 milioni di dollari in pubblicità.