Per molti maschietti nati negli anni 80, quando i videogames muovevano i primi passi, il passatempo preferito erano i giochi di ruolo da tavolo: tanto divertenti quando repellenti per le ragazze, che consideravano – probabilmente giustamente – chi li praticava degli sfigati senza futuro. La versione tascabile del GDR era il LibroGame: libri fantasy interattivi dove il lettore impersonava l’eroe di turno e che doveva guidare, pagina dopo pagina, in scelte, bivi e combattimenti.
I LibriGame ci facevano apparire meno sfigati agli occhi del gentil sesso, ma più che altro perché sembrava che leggessimo un comune libro. La saga più famosa dell’epoca era quella di Lupo Solitario, scritta da Joe Dever.
La storia ha molti elementi in comuni con Star Wars: in una sorta di medioevo siamo Lupo Solitario (Luke Skywalker), l’ultimo dei guerrieri Ramas (Jedi) dopo la distruzione del nostro tempio (Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith) utilizziamo i nostri poteri Ramas (Poteri Jedi) per assicurare la pace e la giustizia in tutto il Magnamund (in tutta la Galassia) combattendo contro i Signori delle Tenebre (Sith) brandendo la nostra Spada del Sole (Spada laser).
Stranamente la saga non ha mai subito l’ira degli avvocati della Lucas Film (adesso Disney) ed è giunta fino a noi con una decina di libri ed un videogioco per Android ed iOS, di cui vi parlo adesso.


Lone Wolf è uno dei giochi migliori che sia mai stato installato sul mio cellulare. Innanzitutto la trama, che nei libri era il punto di forza, è scritta da Joe Dever in persona e non è il porting di un vecchio Librogame, ma proprio un’avventura a se stante, che si pone cronologicamente tra il terzo e quarto libro della saga.
Il gioco si snoda tra lettura, tenendo il proprio dispositivo in verticale come se fosse un libro, ed azione con combattimenti, dove bisogna ruotarlo in orizzontale. Durante i combattimenti avremo a disposizione le classiche armi e le fidate arti Ramas, che per andare a segno richiederanno al videogiocatore di effettuare swipe e gesture con precisione.
Sono ovviamente immancabili durante il gioco le classiche situazioni a bivio, con scelte da fare che influenzano sul proseguimento dell’avventura.
Lone Wolf è godibilissimo, un vero tuffo nell’infanzia per chi – come me – divorava i LibriGames negli anni 80.
Unico neo è longevità abbastanza breve almeno per il primo capitolo; il secondo – sbloccabile con acquisti in app – è già un po’ meglio.
La grafica comunque è stupenda e c’è la Spada del Sole: cosa chiedere di più?

Cordialità,
Il Triste Mietitore