Jimmy Wales – il cofondatore di Wikipedia – non è affatto entusiasta dell’approccio europeo al diritto all’oblio e lo definisce «profondamente immorale» a Wikimania 2014, una conferenza londinese che inizia questa mattina. L’opinione di Wales è nota da giugno, quando rilasciò un’intervista a TechCrunch riguardo la sua partecipazione al Comitato [vedi gallery] d’esperti chiamati da Google a discutere delle imposizioni della Corte europea. Big G, di recente, è stata costretta a rimuovere pure alcuni link de l’enciclopedia libera.

Difficile non dare credito alle parole di Wales, considerato che fra le pagine escluse dal motore di ricerca compaiono le voci di Wikipedia su La Banda della Comasina e Renato Vallanzasca. Come abbiamo spesso ribadito, entrambe restano visibili sull’enciclopedia… ma non sono rintracciabili da Google: un tentativo di riscrivere od occultare la storia contemporanea che gli Italiani conoscono fin troppo bene. Una forma di censura che certo non aiuta un giornalismo allo sbando com’è avvenuto in questi giorni con Francesco Schettino.

Gli esperti chiamati a raccolta da Mountain View saranno a Roma il prossimo 10 settembre e non è escluso che Wales partecipi all’evento italiano — per ribadire la propria condanna alle misure imposte dall’Europa. Il suo non è un attacco a Google costretta a procedere dall’Unione, quanto alle istituzioni: il diritto all’oblio dev’essere affrontato in un modo diverso e non può ledere la libera informazione. Tesi, quella del fondatore di Wikipedia, dalla quale partire per trovare una soluzione più efficace ed evitare ogni censura.

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