Jelly che? Dai Biz, anche tu? La social search sta diventando come la peste: quando ne prende uno poi si diffonde in tutto il popolo. E così pure Biz Stone, uno dei fondatori di Twitter, ci è cascato. Da oggi potete infatti scaricare da App Store e Google Play la nuova app Jelly che promette di unire la ricerca di informazioni con i social network.

Il come sì, glielo possiamo concedere, è piuttosto originale. Si parte dalle immagini che sono il tormentone del social moderno. Su Jelly posti una foto, scattandola sul momento, recuperandola dal rullino fotografico o caricandola direttamente da Google Images all’interno dell’app, e poi fai la tua domanda in merito. Volendo puoi aggiungere un link o evidenziare una parte della foto. Gli altri utenti, garantisce Biz, saranno lì pronti a darti la risposta.

Mah, sono molto perplesso. L’ho provato questa mattina. Ho risposto a una domanda e ho ricevuto subito un apprezzamento. Poi ho fatto la mia ed è stata ignorata. Be‘, era una domanda seria, legata al consumo eccessivo di banda da parte di Mavericks di cui ho scritto l’altro giorno, ma mi aspettavo che un manipolo di geek stesse provando l’app e quindi… Vabbe’, veniamo al succo: cercherei mai qualcosa a all’interno di Jelly? No.

Introducing Jelly from Jelly Industries, Inc. on Vimeo.

Non volevo dirlo per non portargli sfortuna, ma nonon posso trattenermi: Volunia. Temo che la dannazione del voler fare il nuovo Google colpirà anche Jelly, che però ha almeno un vantaggio. Jelly può provare ad affermarsi come social network a sé stante, benché nel settore ce ne siano già parecchi. Nonostante per ora non preveda lo share automatico sui social, credo che per avere successo l’app dovrà gioco forza passare di qui. Tutto sommato, stiamo pur sempre parlando di Biz Stone, quindi prima di dire che sarà un fail meglio andarci con i piedi di piombo.

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