Come potreste già sapere, Jeff Bezos – il fondatore di Amazon – ha acquistato ieri The Washington Post, uno dei più popolari quotidiani statunitensi, per una cifra attorno ai $250 milioni. La testata perde quasi $50 milioni all’anno e, secondo gli analisti, la stima dell’acquisizione è stata sopravvalutata: a rendere più interessante la notizia sono le dichiarazioni di Bezos, per il quale «il cartaceo sparirà del tutto in vent’anni». Amazon non ha avuto un ruolo nella transazione e non avrà legami con The Washington Post, però.

Bisogna sempre considerare che Bezos, come investitore, spazia dai missili agli orologi atomici: possedeva già delle quote in Business Insider, una testata economica online. L’acquisto di The Washington Post potrebbe non essere la “rivoluzione” invocata da molti colleghi, speranzosi che l’editoria digitale possa sostituire quella cartacea e gli investimenti aumentare. Sì, perché – a dispetto di quanto percepito dai lettori – i giornali sul web non guadagnano tanto. Le maggiori testate italiane, ad esempio, sono tutte in passivo.

Significa che il cartaceo sopravviverà? Secondo me, non arriveremo mai a una chiusura delle edicole… ma la speranza riposta in Bezos è che sappia superare gli investimenti in pubblicità mirata per inaugurare un modello di business convincente. Abbiamo la tecnologia adatta, però la gratuità delle notizie sul web ha peggiorato l’efficienza delle redazioni e indebitato gli editori. Il lettore – giustamente – pretende un’informazione precisa, puntuale e competente: Bezos riuscirà a farlo addirittura pagare per averla? Me lo auguro.

Photo Credit: Steve Jurvetson via Compfight (CC)