Oggi, 19 anni fa, James Gosling annunciava al mondo la nascita di Java: è il compleanno del secondo linguaggio di programmazione più usato, dopo il C — stando alle statistiche del TIOBE. Sviluppato per Sun Microsystems, fu presentato nel giugno del 1995 al SunWorld. Le prime ricerche risalgono al 1992 presso l’università di Stanford, dove nacque Oak che dovette essere rinominato per questioni di copyright. Ora a mantenere Java è Oracle, che ha acquisito Sun nel 2010, e il linguaggio è diventato popolare soprattutto per Android.

Oltre a essere sfruttato per le app “native” del sistema operativo di Google [vedi gallery], motivo per cui Gosling ha lasciato Oracle e lavorato qualche mese a Mountain View, Java è tuttora implementato a livello server da numerose aziende… ed è stato il primo linguaggio davvero orientato al web. Al punto da ispirare Netscape – fra i primi browser a supportare la Java Virtual Machine (JVM) – e Brendan Eich per la creazione di JavaScript, che col progetto di Sun Microsystem ha in comune soltanto una parte della propria sintassi.

Nonostante il recente successo di JavaScript, a distanza di diciannove anni la presenza sul web di Java è costante: la scelta di Google per Android ha giocato un ruolo fondamentale, perché tutto il sistema operativo ruota attorno a una JVM ed è nota la disputa con Oracle sui diritti d’autore. Parleremo ancora di Java, fra qualche anno? Io credo di sì, perché – a prescindere da Android – la formula del write once, run anywhere che lo contraddistingue ha contagiato altri linguaggi e ormai è un must della programmazione a oggetti.

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