Il jailbreak dell’iPhone, così come quello dell’iPod Touch o dell’iPad, non è (più) nulla di particolarmente complesso o pericoloso da fare. In sostanza si tratta di rimuovere il blocco che impedisce di installare qualsiasi cosa sull’iPhone senza passare dall’App Store.

Perché fare il jailbreak? Ci sono diversi motivi:

  1. potrete installare tweak che migliorano il funzionamento del sistema, aggiungendo per esempio i bottoni per attivare wifi, bluetooth o flash direttamente dalla tendina del centro notifiche;
  2. modificare il tema grafico del vostro dispositivo;
  3. gestire i file presenti nello smartphone.

Poi certo c’è chi pensa al jailbreak per installare applicazioni senza comprarle, ma questa ci pare una brutta cosa e non certo un motivo per fare il jailbreak.

Attenzione: un iDevice jailbroken perde la garanzia gratuita di Apple (dodici mesi, anche se dovrebbero darne ventiquattro). Praticamente però basta ripristinare iOS originale e viene ri-acquisita la garanzia perché il dispositivo torna come prima.

Ci sono due tipi di jailbreak: tethered e untethered. Nel primo caso se il dispositivo viene spento è impossibile riavviarlo senza usare un pc. Nel secondo questo limite non c’è più.

Tenete a mente che se decidete di addentrarvi nel mondo del jailbreak lo fate da soli a vostro rischio e pericolo. A me non è mai successo, ma in teoria nel momento in cui mettete le mani sul software del vostro dispositivo potreste rovinarlo per sempre.

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