Evad3rs, il team che ha realizzato il jailbreak per iOS 7, smentisce qualunque passaggio di denaro da parte di TaiG — il negozio virtuale pirata. Evasi0n, insomma, non è stato pagato dai Cinesi e non trasmette delle informazioni sensibili degli utenti: se non è impostato il cantonese come lingua, peraltro, lo store non è accessibile. Gli hacker hanno voluto gettare acqua sul fuoco, dopo le polemiche sulla sicurezza di Cydia perché è stata messa in discussione la trasparenza degli sviluppatori che non hanno inserito dei malware.

Bisogna comunque considerare che il jailbreak è una pratica illegale — che invalida la garanzia dei dispositivi: preoccuparsi della privacy è un problema minore, rispetto ai rischi dell’operazione. Tutte le donazioni raccolte da Evasi0n saranno devolute alla EFF (Electronic Frontier Foundation) per tutelare la libertà del web e dei sistemi operativi, dal momento che iOS non è open source. Proprio riguardo al codice, Evad3rs nega anche d’avere effettuato un qualunque passaggio dei sorgenti del proprio jailbreak ai Cinesi di TaiG.

A prescindere dalla credibilità di Evad3rs, mi chiedo se Apple non debba interrogarsi sul futuro della piattaforma: Google ha rimosso l’installer di CyanogenMod dal Play Store, ma ancora non ha inibito l’utilizzo degli .apk per le applicazioni che non sono gestite dal proprio market e – se mai lo facesse – secondo me commetterebbe un errore. Cupertino, invece, obbliga gli utenti e gli sviluppatori al jailbreak per effettuare la stessa operazione con le app di iPad e iPhone. Io non credo che autorizzandolo avrebbe delle perdite.

Aggiornamento: Specifico, per evitare fraintendimenti, che il jailbreak in sé non è propriamente illegale — negli Stati Uniti. Basterebbe riportare il device alle condizioni iniziali, perché la garanzia sia comunque convalidata. È una questione tuttora dibattuta, ma sconsiglierei d’effettuarlo.

Photo Credit: Kārlis Dambrāns via Photo Pin (CC)