È poco probabile che Apple annunci l’uscita di iWatch alla WWDC 2014 dal 2 al 6 giugno a San Francisco, ma sappiamo che lo smartwatch dovrebbe somigliare molto a un fitness tracker. UP è il braccialetto prodotto da Jawbone che ha raggiunto una certa popolare anche in Italia, dov’è appena arrivata la nuova versione UP24, e io lo indosso da diversi mesi: la competizione sarà piuttosto serrata e – secondo me – esistono delle caratteristiche imprescindibili, affinché un dispositivo del genere conquisti il mercato. Quali sono, dite?

La prima è risolta a priori, perché iWatch già dal nome non può non avere un orologio digitale: UP è stato concepito per un altro scopo, ma se un concorrente diretto come FitBit ha saputo integrarlo non capisco perché non dovrebbe essere inserito in tutti i fitness tracker. Sembra un problema relativo, però indossare diversi accessori contemporaneamente può diventare fastidioso — specie sullo stesso polso. Tuttavia, è un altro il fattore di successo che Apple potrebbe introdurre sul mercato col proprio gadget. Un banale sensore.

Samsung ha provato a proporlo, ma – per quanto mi riguarda – ha sbagliato la posizione: Gear Fit ha la misurazione del battito cardiaco, però soltanto se è associato a Galaxy S5. Bisogna comprare entrambi perché il calcolo sia possibile! Apple non ha introdotto questo sensore su iPhone 5S, quindi potrebbe fare la cosa giusta e metterlo su iWatch. È importante controllare le pulsazioni durante l’attività fisica, a prescindere dal proprio livello, e apprezzerei un simile “dettaglio” che manca a FuelBand SE di Nike [vedi gallery].