Un mondo libero e aperto dipende da una rete libera e aperta. È quello che dicono i personaggi del video qui sotto, registrato da Google per sensibilizzare noi tutti e spingerci all’azione contro quello che sta per accedere. Il prossimo 3 dicembre infatti la International Telecommunication Union (ITU) radunerà i rappresentati dei governi per ridiscutere le regole di Internet. E ci sono diversi governi che vorrebbero restringere le libertà che il web ci ha regalato.
Alessandro Prunesti ne ha parlato qualche giorno fa in un post su Intervistato. Oltre a un’ottima analisi su quanto sta per accadere, Alessandro ha fatto anche una perfetta sintesi:
Dal 3 al 4 dicembre 2012 si terrà a Dubai la Conferenza Mondiale sulle Telecomunicazioni Internazionali (WCIT-12). Questa conferenza rivedrà alcuni aspetti fondamentali dei regolamenti internazionali sulle telecomunicazioni: si tratta di un trattato globale vincolante che definisce i principi che governano il modo in cui sono gestite le attività di telecomunicazione, comprese quelle online. L’ultima volta che furono rinegoziate le regole fu a Melbourne, in Australia, nel 1988. 
Google da qualche giorno ha lanciato una raccolta di firme a riguardo. Una cosa un po’ virtuale, più una raccolta di mail a dire il vero, all’apparenza. Il messaggio però è chiaro: Le modifiche proposte minacciano di aumentare la censura e minacciano l’innovazione. Google sintetizza bene il perché non è l’ITU il posto dove prendere decisioni che riguardano Internet e quindi tutti noi: Solo i governi hanno voce in capitolo all’ITU. Compresi i governi che non supportano un web libero e aperto. Gli ingegneri, le aziende e tutte le persone che costruiscono e usano Internet qui non hanno diritto di voto. 
Per dovere di cronaca occorre segnalre che l’Onu, tramite Twitter, invita a legger la difesa del’ITU, di fatto schierandosi contro Google: Le affermazioni secondo cui le Nazioni Unite proverebbero a regolare Internet non sono vere.
Non credo di dovervelo dire: andate e firmare e diffondete: #freeandopen.