Italia.it, il famigerato portale del turismo voluto dal Governo, potrebbe chiudere prima di EXPO 2015: la redazione chiamata a mantenere il sito non riceverebbe regolarmente lo stipendio dallo scorso mese di febbraio e i fondi garantiti da Unicity – che lo gestisce in appalto – non coprirebbero la sua esistenza fino a maggio. Indiscrezioni che arrivano da L’Espresso che rimbalzano su tutte le testate giornalistiche italiane preoccupate del fallimento d’un progetto che ha destato scandalo dai primi giorni. Uno spreco milionario.

Sei esecutivi dal lontano 2005 hanno cercato di porre rimedio ai milioni di euro spesi inutilmente, fra processi e gare d’appalto. Più noto per il “cetriolone” (nella foto in evidenza) poi sostituito che per la promozione del turismo, Italia.it sarebbe sulla via del tramonto. Non basterà l’intervento del MIBAC guidato da Dario Franceschini – intento a monitorare i prezzi di iPhone 6 – a salvare il portale e sfruttare l’occasione milanese di EXPO. Dove sono finiti i soldi dei contribuenti? Possiamo giusto formulare delle ipotesi.

La gestione di Italia.it sarebbe dovuta passare dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT), che smentisce qualunque incarico da parte del Ministero di Franceschini: sappiamo che Matteo Renzi ha smentito l’erogazione di 21 milioni di euro per i contenuti pubblicati a carico delle Regioni, sotto richiesta del M5S, ma non abbiamo conferma della situazione dei redattori — che avrebbero già fatto ricorso alla Magistratura. Forse, il MIBAC dovrebbe preoccuparsi più dei suoi dipendenti… che della sorte degli autori tutelati dalla SIAE.

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