Questa mattina sono stato alla presentazione di istella, il motore di ricerca italiano creato da Renato Soru, papà di Tiscali, per offrire uno strumento più attento alla cultura e ai documenti del nostro Paese.
In rete si è sparso subito lo scetticismo quando il nuovo servizio è stato paragonato a Google. L’evocativo nome di Volunia è ricomparso in tutti gli stream dei social network, accompagnato dalle lagnanze per il ritardo della messa on line del sito.
Federico Moretti ha sottolineato l’assenza della diretta streaming criticando il progetto per questo e per altri motivi, a partire dalla somiglianza del sito a quelli di Bing e Google. Io sarei più cauto perché trovo il progetto interessante per quanto riguarda tutto il settore scolastico, universitario e della ricerca.
Più in generale, avere un motore di ricerca che parla italiano mi pare una cosa buona. Aspettiamo però a dare un giudizio dopo aver visto come i nostri sapranno reagire all’assalto del pubblico italiano che per l’ennesima volta non sembra pronto ad accogliere nella giusta maniera un progetto che inizia a muovere i primi passi oggi.
D’altra parte l’esigenza di cercare fra le nostre cose, piano piano che il web cresce, si fa sempre più sentire. Basti ricordare che Facebook con Graph Search e Twitter con il proprio search tool si strano muovendo in questa direzione.
istella non può essere Google. Quantomeno non da subito. Vi lascio alla presentazione dell’evento, mentre su Wired.it trovare un riassunto di quello che istella è e vuole diventare.