Non avrà vita facile il social network creato per riunire i simpatizzanti dello Stato islamico ed arruolare più soldati possibile. Lanciato lo scorso 3 marzo, “5elafabook” ha già ceduto agli attacchi degli hacker senza leader che sorvegliano il web ed ora è in modalità stand-by “per proteggere la privacy dei suoi iscritti”.

Il nome dell’alternativa jihadista a Facebook, “5elafabook”, è preso direttamente dalla parola araba “Khilafa”, che significa califfato. Le lettere “kh” rappresentano anche il numero 5 in arabo. Il dominio 5elafabook.com è stranamente registrato sui server americani di GoDaddy.com (che l’FBI potrebbe bloccare all’istante…) e risulta legato al nome di Abu Musab, un utente egiziano.

Come sempre, quando si parla di terroristi islamici, molte cose non quadrano e qualcuno parla anche di bufala. Il sito dichiara di non essere affiliato ufficialmente all’Isis, anche se la sua fedeltà è chiaramente pro-jihadista. Le pagine sono tradotte in sette lingue (olandese, inglese, spagnolo, portoghese, turco, indonesiano e giavanese) con lo scopo di reclutare “foreign fighter” sparsi per il mondo. Stranamente, l’arabo non appare tra gli idiomi disponibili.

Con post, gallery, hashtag e sistema del “following” la piattaforma social aveva tutte le carte in regola per ritagliarsi un suo spazio nella rete ma qualcuno (probabilmente il “solito” gruppo di hackstivisti Anonymous) ha cominciato a colpire ripetutamente le sue fondamenta e nei giorni scorsi puntare l’indirizzo restituiva solo l’Errore 503, tipico del “servizio non disponibile”. La lotta alla propaganda terroristica sta portando i suoi frutti (anche Twitter continua a chiudere ogni account Isis che spunta) ma i sostenitori dall’autoproclamato Stato islamico non mollano.

Il sito 5elafabook è da poco tornato online in una sorta di modalità provvisoria, insieme ad un messaggio a tutto schermo che ne chiarisce definitivamente gli intenti. “5elafabook annuncia la chiusura momentanea al fine di proteggere informazioni e dettagli dei propri iscritti”, si legge nel banner. “Vogliamo chiarire al mondo che non viviamo nelle caverne armati fino ai denti, non viviamo solo per uccidere e seminare sangue come i media ci hanno dipinto. Noi stiamo combattendo i nemici della fede di Allah, guidiamo il Califfato con il Corano e se Dio vuole guideremo tutto il mondo”.