Quando ci si iscrive ad un sito è necessario inserire diversi dati personali che poi sono processati ed utilizzati dal gestore del portale. Spesso però molti dati sono inutili. Quante volte vi è capitato di iscrivervi ad un sito per fruire di alcuni servizi e accettare il trattamento dei dati che anche ad una prima lettura vi sembrano non necessari per ottenere le suddette prestazioni?

Praticamente sempre. Ecco allora che in tal proposito è intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali che ha scagliato una freccia a favore degli utenti prendendo ad esempio una diatriba sull’iscrizione al sito di un ateneo.

Per iscriversi ad un’università telematica, il sito dell’istituto richiedeva alcuni dati giudicati non necessari per ottenere i servizi. Tramite il form di registrazione, infatti, erano raccolti dati su luogo e data di nascita, codice fiscale e cittadinanza. Ininfluenti ai fini delle attività informative dell’ateneo.

Vale a dire che avere tutti quei dati per inviare una newsletter con novità e appuntamenti è stato giudicato eccessivo. Il Garante ha poi detto all’ateneo di modificare il form escludendo i dati non pertinenti. Un intervento importante soprattutto se si considera che alcune informazioni sono cedute a terze persone.