Il GPS è il sistema più quotato e diffuso di geolocalizzazione ma ha il difetto di avere un segnale così debole, soprattutto in spazi a minor copertura di segnale, che molti colossi dell’informatica hanno pensato di sviluppare sistemi alternativi. 

Come superare i difetti di copertura del GPS (Global Positioning System)? Attraverso, per esempio, il posizionamento di punti d’accesso Wifi e attraverso l’istallazione di nuovi ripetitori per i cellulari.

Ma in questi giorni più che parlare di copertura del segnale GPS, si pone l’attenzione sull’innovativo servizio di Google Maps, già ampiamente descritto che porta non solo gli utenti in strada ma anche all’interno dei negozi, o almeno di quelli che pagano per “essere visitati”.

Qualcuno allora ha iniziato a pensare che sarebbe molto interessante sviluppare un sistema per orientarsi all’interno degli edifici, un po’ come fa il GPS per le strade. Il problema è che non esiste uno standard e quindi difficilmente si arriva ad una definizione univoca.

La sigla che identifica questo servizio di orientamento “interno” dovrebbe essere IPS. Adesso è da studiare l’integrazione con i pedometri di nuova generazione, con gli smartphone che usano Nike+ e via dicendo.

In pratica all’interno di un edificio si saprà la strada per andare da un punto all’altro, quanti passi di distanza ci separano dalla meta e quanto tempo s’impiega. Le ricadute economiche possono essere tante se si pensa per esempio all’orientamento all’interno di un centro commerciale.