Il prossimo due gennaio entrerò in un Apple Store per comprare il mio ultimo iPhone. Chiaramente sarà un iPhone 5S e i tre motivi per comprarlo li ho già spiegati. Credo di poter dire abbastanza serenamente questa cosa per almeno tre ragioni.

  1. Il prossimo iPhone avrà uno schermo gigante e a me le padelle non mi piacciono. Già i quattro pollici del 5/5S mi sembrano tanti, figuriamoci di più. Massimo massimo posso arrivare a 4,3, oltre non credo di poter sopportare;
  2. Grosso modo un iPhone mi dovrebbe durare un paio di anni, sia per la spesa che per la tecnologia che include. Fra due anni il tempo degli smartphone ritengo che sarà compiuto. Non so ancora se il futuro siano i Google Glass o il mitologico iWatch, ma penso che l’iPhone abbia fatto il proprio tempo e non vedo all’orizzonte grandi novità. Sì, continueremo a usarli, ma suppongo come base d’appoggio per altre tecnologie probabilmente indossabili;
  3. Android avanza alla velocità della luce, mentre Tim Cook mi pare faccia ben poco oltre che rincorrere gli utenti Android. Credo che iOS 7 sia rivoluzionario per almeno due motivi: innanzitutto ha obbligato gli sviluppatori di app a ripensare il proprio software per adeguarlo a uno schermo più grande e a un sistema che mette al centro di tutto le gesture; in secondo luogo ha dato il via a una cosa che a Apple è sempre riuscita meglio degli altri, vale a dire un processo di inglobamento di feature già viste altrove, ma riadattate e (questa volta non sempre), migliorate. Si tratta di un work in progress a cui non eravamo abituati e che non sappiamo dove potrà portare. Quello che è certo è che per il momento ha distolto gli sviluppatori dal portare le migliori app sulla piattaforma di Google. Android è una base. Un punto di partenza. Per i Google Glass, per i futuri Chromebook che probabilmente saranno costruiti su Android e non più su Chrome OS, per gli smartwatch e via dicendo. Android sta al futuro come Windows sta al passato. Con l’unica differenza (per ora) che Android funziona ed è sempre più cool, benché resti meno intuitivo di iOS e nonostante il fatto che le migliori app continuino a uscire prima (e a volte rimanere solo) su iOS.

Sul declino di Apple è stato più esauriente di me Robert Scoble. Lui l’aveva detto a febbraio. Io credevo che non fosse ancora giunta l’ora, ma se mi guardo indietro mi sembra di dover riconoscere che Android ha gettato quest’anno le basi del sorpasso. Di un sorpasso che è sempre meno lontano ogni giorno che passa.

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