Scegliere di comprare un iPhone o uno smartphone con Android non è un problema “religioso” come potrebbe sembrare, ascoltando chi li possiede, ed è economica fino a un certo punto: è soprattutto una questione d’esigenze. Spesso, queste esigenze sono soltanto delle abitudini – giuste o sbagliate – perché, come sento dire spesso, un web designer ha bisogno di Mac OS X per lavorare e perciò dovrebbe optare per iOS su tablet e smartphone. Io, che il designer lo faccio davvero, non uso né l’uno né gli altri… e lavoro benissimo così.

Chi lo sostiene non dice delle falsità. Usando un Mac, è del tutto normale optare per iPad e iPhone: completano perfettamente l’ecosistema di Apple, a prescindere dalla professione dell’utente. È proprio necessario averli? No, affatto, perché Android può essere addirittura più efficace e Nexus 5 molto più utile — oltre a costare la metà. Il punto è identificare in quali situazioni, senza pregiudizi che spingano a credere che un marchio o un prezzo elevato diano delle garanzie. È il motivo per cui io non acquisterei un Galaxy S5.

Ormai, il problema delle app non sussiste – se non per le tempistiche diverse – neppure con Windows Phone 8.1. Io ho un Nexus 4, ma acquisterei subito un Nexus 5 se dovessi cambiare lo smartphone: perché lo ritengo il più adatto alle mie esigenze? E a chi lo consiglierei? Uso principalmente i servizi di Google e Android è la scelta migliore per interfacciarsi con essi per lavoro o piacere. Le stesse applicazioni sono disponibili anche su iOS (vedi gallery), però non funzionano allo stesso modo. L’esperienza di iPhone è diversa.

Con un computer per Windows 8.1 e appoggiandosi soprattutto ai servizi di Google – da GMail ad Analytics, passando per Places for Business – Android è una scelta quasi obbligata. Se avessi un Mac e usassi iTunes, iCloud, ecc. farei un discorso diverso: fruendo dei contenuti da Play Store e lavorando anche sugli algoritmi dei motori di ricerca, iPhone non mi sarebbe d’aiuto. Può assolvere alle stesse funzioni? Sì, ma non con la stessa immediatezza. Un esempio concreto? La sincronizzazione via Bluetooth per Chrome e le altre app.

Non ho un ufficio, quindi lavoro da casa o dove capita. Può succedere che apra un’e-mail dal tablet e debba interromperne la lettura: con questo tipo di sincronizzazione, prendendo lo smartphone non devo preoccuparmi d’aggiornare la corrispondenza o cercare dove sia finita perché Android lo fa per me. Salvo un preferito su Chrome, al computer? Mi appare automaticamente sullo smartphone. Installo una nuova app? Eccola nella lista delle applicazioni che uso su tutti i dispositivi. Può farlo anche iOS fra iPad e iPhone, per carità.

È il solito discorso. Non ho un Mac, quindi non mi serve un iPhone. È meglio avere Siri o Google Now? Il secondo, per quanto mi riguarda: cerco un luogo sul browser… e trovo subito il percorso per raggiungerlo da dove mi trovo sullo smartphone. Non devo neppure aprire il navigatore o Google Maps. Non riesco a seguire una partita del Milan? Il risultato è nella schermata principale del mio Nexus 4. Leggo spesso un blog? Non devo iscrivermi al suo feed, perché gli aggiornamenti sono già davanti a me. Non potrei essere più comodo.

photo credit: Janitors via photopin cc