La CCTV (China Central TeleVision) diffonde uno studio universitario che dimostrerebbe come iPhone sia una minaccia per la sicurezza nazionale: lo smartphone di Apple metterebbe a rischio pure i segreti di stato. La ricerca indica soprattutto nella localizzazione geografica del dispositivo il pericolo maggiore, perché l’utente non è in grado di disabilitarlo del tutto. Anche disattivando la notifica del posizionamento dalle impostazioni, infatti, le informazioni geografiche sarebbero comunque memorizzate in background su iOS 7.

Il problema della localizzazione geografica non è percepito soltanto dai Cinesi, a prescindere dall’eccessiva enfasi posta dalla CCTV sulla questione. iOS 8 [vedi gallery] riuscirà a convincerli che la privacy degli utenti non è a rischio? È difficile eliminare completamente l’eventualità che i dati sulla posizione siano salvati in qualche database, specie da quando Facebook ha introdotto Nearby Friends su iPhone e Android: la trasmissione delle informazioni geografiche può anche avere degli aspetti molto positivi, quando serve.

Curioso, peraltro, che la CCTV menzioni lo scandalo del Datagate e la NSA — citandoli a dimostrazione della pericolosità di iPhone: Edward Snowden ha svelato delle intercettazioni dell’agenzia nei confronti dei Cinesi, ma quale sarebbe il ruolo di Apple? È probabile che le tesi proposte dalla TV di stato siano da ricondurre al successo di vendita degli smartphone con China Mobile, più che a dei dati oggettivi sui presunti database che registrano la posizione dei dirigenti pubblici per aiutare i servizi segreti nello spionaggio.

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