Chiamatelo iPhone. Semplicemente iPhone. Al massimo il Nuovo iPhone, ma vi prego iPhone Math, l’ultimo nome associato al nuovo melafonino, fa davvero schifo. Per un istante ho sperato di potermi rivolgere ai dipendenti di Apple inviati nella Rete a sondare l’umore degli utenti del melafonino divenuti meno fedeli al marchio dopo il lancio dell’iPhone 5. Se non avete mai sentito questa storia è solo perché nessuno ve l’ha voluta raccontare. Perché fa troppo semplice dire che il buon Steve non c’è più e l’azienda va a rotoli. Che Tim Cook è magari un ottimo businessman, ma non è un leader e non ha la più pallida idea del concetto di innovazione. Ve lo dico io: l’iPad mini e l’iPhone 5 sono due prodotti realizzatori per dare risposta a una domanda che già c’era. A differenza di iPhone e iPad che hanno creato un mercato, rispondendo a un bisogno che neppure ci immaginavamo di avere.

Dunque, l’iPhone economico no. Non è nello stile di Apple e almeno su questo è arrivato Shiller a tirare il freno. Un iPhone mini potrebbe anche essere. Ho già scritto che basterebbe ribrandizzare il 4S. L’iPhome Math, un nuovo smartphone con display da 4.8 pollici, come vorrebbe China Times, o forse l’iPhone+, se hanno ragione gli esperti di lingua che parlano di errore di traduzione, potrebbe essere l’alternativa. Personalmente non vorrei proprio vederlo. Copiare Samsung (il Samsung Galaxy S3 ha un display proprio da 4,8 pollici) per Apple equivale a gettare la spugna.

Insomma, chiamatelo come volete, la verità è che Apple non sa più innovare. Lo vado ripetendo da un po’. E possiamo anche dire che l’iPhone è tutto sommato un prodotto finito. Finito nel senso di perfetto o quasi. Che gli si può aggiungere ancora? Si può migliorare sì, ma aggiungere cosa? Il futuro dell’iPhone forse è, come ha sostenuto Kiro di Melamorsicata in una discussione su Mobilovers, divenire strumento di controllo di sensori che gli possono essere montati all’interno. E ok, ci può stare, ma solo un visionario alla Jobs avrebbe il coraggio di crederci per davvero.

Su Cult of Mac Mike Elgan ha provato a dimostrare che Apple non è in fase di fallimento benché la domanda per iPhone 5 sia in calo, l’iPad mini stia cannibalizzando le vendite di iPad (4) e in borsa il valore delle azioni di Apple sia crollato da 700 a 500 dollari dopo il lancio dell’iPhone 5 e dell’iPad mini. Apple non è morta, concordo, è un’azienda tuttora in salute e non si può giudicare dai risultati di borsa o delle vendite. Non ancora, per lo meno. Solo che Apple sta attraversando una fase di stallo in cui pensa solo a vendere. E sono pronto a scommettere che il prossimo iDevice sarà deciso in base a quello che i tecnici definirebbero sentiment, definito dai rumor in circolazione in questi giorni. Vedremo a giugno.

photo credit: Yutaka Tsutano via photopin cc