Le news sull’iPhone 6 sono frammentarie e incerte, ma fortunatamente Leonardo Hi-Tech può contare sulla collaborazione di Dio, e sul fatto che posso risalire direttamente alla fonte, alla mente pensante (e ormai metafisica) della Apple: il compianto Steve Jobs.

La lenta burocrazia buddista non è ancora riuscita a reincarnarlo, quindi sono andato a trovarlo nella grande sala d’attesa della Karma S.p.A.
Steve è rimasto molto sorpreso di vedermi, ma dopo un momento di timidezza si è lasciato andare, così gli ho fatto un paio di domande, anche sull’iPhone 6.

Steve, parliamo subito di iPhone 6 e del futuro della mela morsicata. IPhone, iPhone 2G, 3G, 3GS, 4, 4S, 5, 5C, 5S, 6. Solo io trovo la cosa un po’ monotona, o alla Apple non hanno più idee?
Si, ovviamente, senza di me i ragazzi se la passano male, ma secondo te non gli ho lasciato un piano ventennale di businness e nuove uscite già programmate?
L’iPhone 6 andrà benissimo, il mercato degli smartphone può essere stiracchiato e spremuto per bene almeno fino al 2018-2020, dopodiché dovranno solo andare a pescare nell’archivio che gli ho lasciato, e là dentro c’è veramente di tutto, generatori antigravitazionali, teletrasporto, cyborg, frigoriferi che sanno cucinare, lavastoviglie che fanno i compiti, e ovviamente anche il progetto per clonarmi. Credo che ci stiano già lavorando. E che mi faranno biondo.

Steve, il mondo impazzisce per Siri. Parla un sacco di lingue, la sua intelligenza artificiale evolve sempre di più, e non la mettono più solo nei dispositivi Apple, ma anche nelle automobili. Dove volete arrivare con il vostro software di riconoscimento vocale?
Guarda, senza esagerare, con una previsione realistica pensiamo che entro il 2024 Siri sarà non solo la prima donna, ma anche il primo iPresidente degli Stati Uniti.

Pare che l’iPhone 6 sarà più grosso. Tu hai lanciato lo smartphone nel 2007, e allora entrava comodamente in tasca, ma sette anni dopo, gli smartphone entrano solo nelle tasche dei pantaloni giganti dei rapper. Talvolta neanche lì. Possiamo parlare di approccio freudiano alla tecnologia?
Se intendi “facciamo a chi ce l’ha più grosso”, si, è chiaramente una competizione di dimensioni, e la cosa non deve stupire. Io ho speso un sacco di soldi per rendere l’iPhone una meraviglia per i sensi, e dato che è tutto basato sull’esperienza utente, sul tocco e sulla delicatezza… insomma, il genere umano lo conosci meglio di me: lo sai che la buttano subito sul sesso.
Alla Apple, comunque, restiamo convinti che non contano le dimensioni, ma come uno lo usa.

Steve, la domanda che tutto il mondo vorrebbe farti è: perché la batteria dell’iPhone non dura un cavolo? Tutti quei soldi, tutti quegli investimenti, tutto quel genio ingegneristico, e non sapete fare una batteria migliore?
Ah, è proprio vero che Dio non ci ascolta (per questo sono buddista). Se avessi ascoltato il mio discorso a Stanford, sapresti che la morte, per me, è un grande stimolo per l’umanità: avere dei limiti temporali ti spinge a darti da fare di più.
Con la batteria dell’iPhone, è lo stesso. Una carica duratura e stabile renderebbe pigra l’utenza di internet. Sapere che rimane poca carica, invece, spinge le persone a fotografare, condividere, twittare, commentare, tanto e in fretta, prima che sopraggiunga la fine. Una batteria dalla breve durata aumenta le interazioni e l’engagement, e in definitiva tiene in piedi tutto il baraccone dei social network. L’umanità dovrebbe ringraziarmi.

A proposito del tuo discorso a Stanford, hai consigliato ai giovani di essere affamati e di essere folli. La crisi per ora li sta rendendo affamati, e a breve diventeranno anche folli. Dato che non è la prima volta che prevedi il futuro – e sorvolando sul fatto che porti anche un po’ sfiga – perché ti sei dato all’informatica e non all’astrologia?
Be’, perché alla fine degli anni ’70 di informatica nessuno ci capiva un accidenti: era il business migliore del mondo, e prevedere il futuro della tecnologia era cool. Dare il personal computer al genere umano è stato come donargli il fuoco di Prometeo, però Prometeo è stato un pessimo affarista, perché non solo non ci ha guadagnato niente, ma si è anche fatto incatenare a una montagna, con l’aquila del fisco che ogni giorno gli rosicchiava il fegato: grande innovatore, ma scarso CEO.
E poi diciamocelo: prevedere il futuro per me è una bazzecola, ma ho preferito non buttarmi sull’astrologia perché temevo tantissimo la concorrenza di Paolo Fox. Quello lì è veramente imbattibile.

Prima di salutarci, Steve, parliamo di plagio. Ti sei arrabbiato con la Microsoft perché ha copiato Windows da voi, e poi con la Samsung che ha scopiazzato un po’ tutto. Secondo te, il fatto che avete usato il simbolo della mela morsicata (che oltre a essere roba biblica, simboleggia anche il peccato originale) senza pagare uno straccio di copyright al Vaticano, devo considerarlo plagio, idolatria o eresia?
Dio, parliamoci chiaro: il copyright finisce dopo 70 anni, e quel tuo libro è vecchio di 5000 anni, quindi siamo in regola.
Ma poi che accuse retrograde sono, queste? Vedi, tu ci sai fare, ma devi aggiornare il tuo business, hai un’impostazione medievale, mi ricordi l’IBM di quando ero giovane. Sai, Dio, tu dovresti venire a lavorare con noi.
Insomma, vuoi continuare a vendere fumetti fantasy, o vuoi cambiare il mondo?