Dio non è il solo a pensare che la Apple si sia seduta sugli allori, e che gli altri brand appassionati di gloria e soldi ne abbiano approfittato per recuperare la distanza che c’era un tempo.
Le aspettative sull’iPhone 6 sono tante e ben motivate, ma la paura è che la Apple sia arrivata al torsolo della mela.

Dio OVVIAMENTE non è un cliente Apple (i morsi alle mele mi mettono di cattivo umore, e poi adoro i dispositivi che si chiamano Galassia), però guardando la cosa da fuori non posso fare a meno di dare un paio di dritte a questa Apple che non fa più i miracoli di una volta.

PENSIERO INDIPENDENTE
Con i suoi prodotti perfetti e angelici, Jobs creò una specie di religione, e la conseguenza è che i clienti Apple non sono clienti lucidi, svegli, con pensiero indipendente e pronti a criticare (giustamente) gli errori, ma tendono ad essere adoratori che hanno ricevuto tanta grazia e beatitudine in passato, perciò ora sono disposti a passare sopra alle cadute di stile di questa Apple che risente della perdita di Steve Jobs.
Cari clienti Apple: se non vi incazzate voi, questi non miglioreranno mai.

BATTERIA
Fare nuovi display con colori meravigliosi, scanner delle impronte digitali e tutte le piccole grandi aggiunte (carine, ma non rivoluzionarie), vuol dire consumare più energia, mentre la batteria più o meno è rimasta sempre la stessa (anzi, rischia di restringersi, se l’iPhone 6 sarà più sottile), così oggi, nonostante i mille accorgimenti che uno può inventarsi per calare i consumi, la batteria non arriva a fine giornata, mentre con gli altri va leggermente meglio: quanto basta.
Dov’è finita l’eccellenza?

PREZZO
Gli adepti della mela sono abituati a spendere e a pagare l’eccellenza, ma cominciano un po’ a stancarsi.
Un conto è spendere 700-800 euro per un prodotto rivoluzionario top di gamma in tutto il mondo, dominatore dell’universo della tecnologia mondiale, lucente reliquia per gli occhi dei mortali, ecc ecc. Un conto è spendere 700, 800 o (come dicono) anche 1000 euro, per il solito iPhone o giù di lì.
Se non riuscite a rivoluzionare di nuovo il mondo, almeno restate all’eccellenza. Se non riuscite nemmeno a restare all’eccellenza, calate il prezzo delle vostre non rivoluzioni e non eccellenze.

CONTRADDIZIONI
Non fate uscire a metà anno un prodotto che spazza via o rende tremendamente obsoleto quello uscito pochi mesi prima. Va bene che i vostri clienti sono adoratori e perciò mandano giù di tutto, però anche loro prima o poi si lamenteranno e cambieranno divinità: la redenzione tecnologica in cui investono tanti soldi non può durare solo tre mesi.
Ad esempio, i miei fedeli, io, li faccio confessare a Pasqua, e poi sono a posto almeno fino a Natale.
Provate a seguire la mia tempistica.

SORPRESA
Il grande potere del One More Thing del compianto Jobs era soprattutto quello di spazzare via i dubbi: alla fine della presentazione, il cliente Apple pensava “ok, questo prodotto è veramente meraviglioso, perché ha questa cosa in più che mi ha veramente stupito. Siete i più grandi”. Non deve essere necessariamente rivoluzionaria: basta che sia la cosa in più a cui nessun’altro ha pensato.
Quindi: 1) Spero che abbiate preparato qualcosa che possa DAVVERO stupire 2) Assicuratevi che questo qualcosa non crei più problemi di quelli che risolve 3) Avete abituato i vostri fan alle sorprese, quindi tornate a sorprendere.