Solo qualche giorno fa abbiamo parlato delle numerose segnalazioni di utenti iPhone 6 e iPhone 6 Plus in merito alla comparsa sul proprio dispositivo del cosiddetto errore 53, che blocca lo smartphone in maniera irrimediabile con conseguente perdita di tutti i dati. Ora ci sono i primi sviluppi in merito al problema, con diversi studi legali che starebbero considerando di intraprendere una class action contro Apple in merito all’impossibilità di utilizzare iPhone in seguito a riparazioni di iPhone 6 e 6 Plus da parte di terze parti per problemi relativi al Touch ID.

In realtà come abbiamo anche già avuto modo di vedere si tratta di un sistema di sicurezza che si attiva solo con il sistema operativo iOS 9, per proteggere il dispositivo dall’utilizzo di componenti non originali per il Touch ID che potrebbero mettere in pericolo i dati degli utenti. Hardware non originali dunque non possono essere riconosciuti dal software che va in blocco, anche se per diversi utenti potrebbe trattarsi solo di una tattica della Mela per portare i clienti a preferire l’assistenza ufficiale (in ogni caso la scelta più costosa ma allo stesso tempo migliore per sicurezza e qualità) per i problemi dei dispositivi, in questo caso iPhone 6.

Come riporta MacRumors, un avvocato inglese avrebbe affermato a The Guardian che il blocco di iPhone potrebbe essere visto come un’azione che va contro la legge, dunque si delinea la possibilità di intraprendere una class action nei confronti dell’azienda di Cupertino in tutela dei consumatori e della loro libertà di scelta in merito alla riparazione del proprio dispositivo. A questo punto però, se si concretizzasse l’azione per vie legali, Apple potrebbe considerare di placare il tutto andando incontro agli utenti prendendo carico del problema e riparando i dispositivi colpiti dall’errore 53 sostituendo display e componenti che lo hanno generato. Non ci resta che attendere per conoscere gli sviluppi della vicenda.