Ha ragione Alessio Biancalana, quando afferma che iPhone 5S è – come minimo – il secondo smartphone a 64-bit: Huawei aveva già prodotto e commercializzato Ascend D Quad. Ho commesso un errore o, meglio, un’imprecisione definendo quello di Apple come il primo in assoluto. Non intendo alimentare lo “scontro” fra i sostenitori dell’uno o dell’altro sistema operativo, tant’è che io e Alessio possediamo entrambi dei dispositivi con Android, però ritengo sia opportuno spiegare perché preferisco la soluzione appena proposta con iOS 7.

Non voglio apparire come un “cerchiobottista”, ma posseggo un Nexus 4 con Android 4.3 e non pagherei una cifra spropositata per un device che non ho esitato a definire una «saponetta» di Harrods: è esteticamente orrendo, però devo dare atto ad Apple d’avere concepito uno smartphone intrigante — dal punto di vista tecnologico. Il problema di Huawei su Ascend D Quad, infatti, è che non esiste una versione di Android a 64-bit e quella di Java, se consideriamo gli ARM, non è stata rilasciata. Quindi, Ascend D Quad funziona a 32-bit.

Entro nel merito “tecnico” della questione per chiarire un aspetto citato, in una domanda, da Marco Spinaci: i processori a 64-bit possono eseguire un sistema operativo a 32-bit, ma non il contrario. Lo stesso discorso è valido per i sistemi operativi a 64-bit, che possono avviare applicazioni a 32-bit. iOS 7 sarà a 32-bit su tutti gli altri iPhone, incluso il 5C, e a 64-bit esclusivamente sul 5S – e i modelli di fascia alta successivi. Ascend D Quad, invece, è uno smartphone a 64-bit che installa un sistema operativo a 32-bit.

Facendo un paragone, sarebbe come acquistare una Ferrari per carburarla a GPL. Google inizierà a distribuire Android a 64-bit nel 2014, quando Huawei avrà sostituito Ascend D Quad con un altro prodotto più recente: è impossibile passare da 32-bit a 64-bit con un aggiornamento, bisognerebbe reinstallare il sistema operativo dal principio. È un bene che Google abbia aspettato a proporre una versione ottimizzata di Android per quell’architettura? Sì, posso pure essere d’accordo perché la maggioranza delle app andrebbe ricompilata.

Utilizzo volutamente il condizionale, perché gli sviluppatori non sono obbligati a riscrivere le applicazioni dal principio e – se non lo ritengono vantaggioso – non devono ricompilarle: iPhone 5S e iOS 7 continueranno a supportare le app di iTunes a 32-bit sebbene le performance non siano considerabili alla pari con quelle a 64-bit. Per inciso, Android disporrà altrettanto nel 2014 e i programmatori avranno gli stessi problemi che oggi incontrano con Apple. È una fase di transizione e il titolo che ho scelto non è un paradosso.

Il primo smartphone a 64-bit è stato prodotto da Huawei, ma il primo a installare un sistema operativo a 64-bit è iPhone 5S. Il migliore fra i due? Sinceramente, non m’interessa determinarlo. Piuttosto, sostengo con forza che l’ultimo smartphone di Apple sia un prodotto eccellente: le diatribe da fanboy le lascio volentieri ad altri (e non mi riferisco ad Alessio, s’intenda). È il 200% più veloce? Molti lo escludono e il passaggio da 32-bit a 64-bit non è una moltiplicazione per due delle performance. Mi piacerebbe constatarlo.