Psicosi. Di questo si tratta. L’apertura al mercato cinese dei modelli iPhone 5s e 5c, ha generato una sorta di caso planetario di isteria collettiva: nei maggiori centri del colosso asiatico, da Pechino a Canton fino ad arrivare ai 23 milioni di abitanti di Shangai, si è scatenata una vera bagarre per la caccia al tanto agognato melafonino.

Quello che tanti considerano un prodotto distante dalla filosofia di Steve Jobs, quando in realtà vi abbiamo spiegato che non è affatto così, nelle ultime 48 ore ha tinto le sue cronache di un’altra vicenda che riguarda l’oriente: davanti agli Apple Store cinesi, ci sarebbero impresari (o meglio bagarini) di Honk Kong intenti a bloccare gli assiepati clienti per far razzia degli apparecchi, da rivendere poi sulla loro isola a prezzi doppi.

Il consolato cinese in Italia in realtà ci ha confermato che di episodi incresciosi se ne sono creati più di uno: quello per l‘iPhone 5 è un vero ciclone. I cinesi, al battesimo su questo campo, prediligono il modello color oro: di certo resta che tra le varie parti del globo si è scatenata una vera guerra di prezzi.

Premesso che tra il 5s e il 5c persistono comunque diverse differenze sostanziali, che vi abbiamo già illustrato, quello che stupisce è la speculazione a livello tariffario che avviene in giro per il mondo.

Se a Tokyo centinaia di giapponesi sono usciti dal negozio entusiasti per essersi appropriati del nuovo giocattolo della Apple senza spendere neppure uno yen grazie all’offerta lanciata da alcune compagnie telefoniche che permettono di pagare l’iPhone attraverso il traffico telefonico di due anni o di coprire quasi interamente le spese riacquistando il vecchio iPhone per un prezzo che può arrivare anche a 200 euro, in Cina o in Australia masticano amaro.

Nella terra dei canguri, la versione 5s è stata venduta all’equivalente di 785 euro e in Cina quella 5c ha raggiunto i 520 euro. Molti clienti, ritenendo il prezzo troppo caro, sono usciti dallo shop a mani vuote.
In Cina, infatti, molti smartphone di marche locali sono venduti per soli 75 euro: troppa la discrepanza per azzardare investimenti simili. Anche in Italia, c’è chi ha approfittato per farsi un week end in Inghilterra, Francia o Germania dove il melafonino lo strappi anche a 130 euro in meno: per carità, se investi poi su un viaggio sono i conti della serva, ma tutto ciò merita. D’altronde si chiama psicosi per questo.