Non so cosa ne pensiate voi, ma io non riuscirei mai a utilizzare uno smartphone da cinque pollici. Le indiscrezioni sul modello di iPhone che probabilmente sarà presentato a giugno sono contraddittorie e l’impressione è che Apple non sappia più cosa fare: alcuni lo imputano all’assenza di Steve Jobs, una grave mancanza per la società. Secondo me, piuttosto, è impossibile mantenere lo stesso successo così a lungo. Pensate ad iPod, un simbolo della rinascita, che oggi non considera più nessuno. iPhone 5S potrebbe deludere tutti.

Non arriverà un modello economico perché tradirebbe la politica della società, aumentare la gamma dei colori sarebbe un placebo e fra le ipotesi avanzate dagli appassionati c’è la questione delle dimensioni: iPhone 5S, 6, Math o come dovesse chiamarsi potrebbe avere una superficie capacitiva da cinque pollici. Un phablet, praticamente… ovvero un ibrido tra smartphone e tablet che è stato bocciato dal mercato. Sarebbe un dispositivo molto “scomodo” da usare, difficile da gestire. Soprattutto dal punto di vista degli sviluppatori.

iMore ha ipotizzato che il prossimo iPhone sia da cinque pollici, uno più dell’ultimo modello che per quanto mi riguarda è al limite: quattro pollici sono troppi per gli smartphone. Il mio da 3.2” è più che sufficiente e, rispetto a Silvio Gulizia, io non ho il problema delle dita perché ho le mani da pianista e sono ambidestro. iPhone 5 è più adatto ai mancini (vedi il video promozionale fatto fare a un mancino che arriva più comodamente in alto a sinistra dove si trova di solito il tasto back). Il successore non starebbe nella tasca dei pantaloni e costringerebbe ad aumentare la densità dei pixel. Quattro classi di device sono un problema, cinque una tragedia.

Quando descrivo a un cliente il design responsivo, da web designer, solitamente strabuzza gli occhi. Apple ha inventato i Display Retina che corrispondono agli XHDPI di Android: considerando tutti i dispositivi sul mercato, sono suddivisi in quattro classi per densità dei pixel. Cinque pollici costringerebbero ad aggiungerne un’altra per sfruttare al meglio le dimensioni della superficie. Qual è il problema? Beh, perché l’utente possa avere un’esperienza ottimale i designer devono considerarle tutte o avrebbe buttato dei soldi.

È difficile spiegare in termini semplici quali siano le differenze. Tenete presente che, prima dell’evoluzione degli smartphone, tutti gli schermi avevano la stessa densità e perciò un pixel era sempre tale. Coi Display Retina, ogni pixel è dimezzato: le altre classi hanno rapporti da 0,75% e 1,5%. Il risultato è che l’aspetto di siti e applicazioni web, come quello delle immagini, dev’essere calibrato sulla base di due variabili. Densità e risoluzione. Fino agli anni ’90 bastava quest’ultima… e molti incontravano dei problemi.

Se non esistessero siti web e applicazioni compatibili all’uscita del nuovo dispositivo, iPhone 5S avrebbe gli stessi problemi di Lumia 920 con Windows Phone 8. Paghereste tanto per avere uno smartphone inutilizzabile? Mentre i Display Retina tardano a ottenere un supporto garantito dai principali programmi in distribuzione, un’ulteriore modifica alla densità dei pixel costringerebbe gli utenti ad aspettare altri sei mesi per poter utilizzare il device acquistato. Peccato, però, che sei mesi dopo uscirebbe un altro dispositivo.