iOS 8 ha messo al sicuro iCloud, ma la privacy è ancora a rischio su iPhone 6 e iPhone 6 Plus — come su tutti quei dispositivi che, da iPhone 4S in avanti, possono effettuare l’aggiornamento. È quanto sostiene Jonathan Zdziarski, un ricercatore forense che ha messo alla prova il sistema operativo: l’autenticazione a doppio fattore e la crittografia non preservano le fotografie del rullino, i contenuti multimediali acquistati su iTunes e i dati delle app di terze parti dalle intercettazioni perché sono accessibili alle autorità.

La promessa di Tim Cook sulla privacy di iCloud è stata mantenuta, ma non significa che le i dati memorizzati su iOS 8 siano del tutto protetti. Zdziarski è riuscito in pochi minuti ad accedere a tutte le informazioni salvate sul nuovo iPhone 6 Plus, mentre era bloccato: affinché possa comunicare col desktop – sia Windows oppure Mac OS X – il sistema operativo “libera” alcuni servizi che le app forensi possono facilmente intercettare. Queste ultime sono acquistabili su App Store da chiunque, non soltanto dagli addetti ai lavori.

Partendo dal presupposto che non siamo certo di fronte a una falla di sicurezza è opportuno ricordare che la crittografia di iOS 8 non è infallibile come non lo sarà quella di Android L. Foto, video, musica, film e serie TV… ma anche i dati salvati dalle applicazioni – che potrebbero contenere il numero della carta di credito, ad esempio – restano accessibili ai governi e alla polizia. Il sistema operativo in sé, insomma, non è sufficiente a garantire la privacy dell’utente che dovrà ancora auto-tutelarsi dalle intercettazioni.

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