Io fino a ieri sera vi giuro che ero felice. Alle 19 veniva rilasciato l’aggiornamento ad iOS 8 e non vedevo l’ora di installarlo sul mio iPad. Oggi sono di umore nero e sto usando il tablet Apple per pulire la lettiera del gatto. Ecco le cose che mi hanno deluso e sono andate storte:
Installazione.

Per fare un aggiornamento di sistema su un dispositivo iOS ci sono due modi: direttamente via wifi o collegando il device ad iTunes. Io odio iTunes. Ogni volta che ci ho collegato il mio tablet sono successe cose orribili: ore ed ore di attesa per il backup, decine di Gb occupate sul mio Macbook, applicazioni che ritornavano sul dispositivo dopo che le avevo cancellate, immagini da iPhoto che non riuscivo a togliere neppure con le bombe a mano. L’ultima volta il mio gatto ha anche perso la sua pallina preferita, ma non sono sicuro che le due cose siano collegate.
Ho quindi provato in primis ad installare da wifi, dopotutto Apple si vanta che i suoi device possano funzionare anche senza la presenza di un computer, ma mi sono subito imbattuto in un problema: iOs 8 richiedeva ben 5,7 Gb liberi. Adesso, probabilmente su iPad da 32 Gb non dovrebbe essere un ostacolo insormontabile, ma sul mio da 16 è stata una tragedia: sono stato due ore con la mia ragazza – accanita utilizzatrice del tablet – con il cuore sanguinante a decidere di quale videogioco si poteva fare a meno. Realizzato che per liberare lo spazio necessario bisognava praticamente togliere tutto, mi sono rassegnato all’installazione da iTunes, che ha sortito gli effetti indesiderati previsti, ma almeno è andata stranamente a buon fine in poco più di un’ora (i server Apple hanno retto bene questo giro).

Ah, non scaricate l’aggiornamento se avete un iPhone 4s: nonostante sia supportato pare che lo renda lento come un vecchio bradipo ferito e morente.

La valutazione.
Graficamente parlando, iOS 8 non mi pare portare nulla di nuovo: il look & feel è sempre lo stesso come le icone che non cambiano. Se ne aggiunge una, Suggerimenti, utile come una forchetta per bere il brodo che non si può cancellare e che nasconderò al più presto dalla mia vista segregandola nella cartella Utilità, dove tengo a dispetto del nome le applicazioni che non servono a nulla.
Il nuovo Control Center non mi piace troppo: se l’avviate tenendo il dispositivo in modalità landscape e provate a girarlo rimarrà bloccato in quella posizione, costringendovi a piegare la testa di 90° oppure ad uscire e richiamarlo. In alto mi mostra la voce “Nessun contatto recente” ma penso sia normale visto che è un iPad (non telefona) e non uso iMessage. Mi sarebbe piaciuto che riconoscesse i contatti recenti anche da applicazioni diverse dalla suite di messaggistica Apple, come GMail, Twitter, Facebook Messenger, ma suppongo sia chiedere troppo. Così com’è – almeno per le mie esigenze – non ha alcuna utilità.

A proposito di messaggistica, il nuovo iMessage è fatto molto bene: consente l’invio di messaggi vocali e la creazione di chat a più partecipanti, un po’ come Whatsapp. Solo che Whatsapp ce l’hanno praticamente tutti i miei amici, dato che costa appena 79 centesimi l’anno, un iPhone no perché ha un prezzo un po’ più sostenuto.

L’applicazione Foto, per la gestione delle immagini, è molto bella: include un editor per modificare rapidamente i propri scatti. L’unico inconveniente è che quando si elimina una foto, questa non scompare per sempre dal dispositivo come si vorrebbe, ma finisce in una sorta di cestino, costringendoci a cancellarla una seconda volta. Le foto – ed i file in generale – si possono condividere direttamente con le applicazioni che li supportano (e che i rispettivi sviluppatori hanno aggiornato): una roba fantastica che gli utenti Android hanno però già da circa quintordicimila anni.

Sempre a proposito di cose già viste su altri sistemi operativi, finalmente Apple ha allargato i widget anche a programmi di terze parti. Il guaio è la posizione dove sono stati inseriti: nella tendina delle notifiche. Averli quindi disposti uno per riga secondo me rende il loro utilizzo piuttosto scomodo, specie iniziando a popolare il menu a tendina con parecchi elementi. E poi quello dovrebbe essere lo spazio per le notifiche e basta!

Ma la più grande delusione sono state le tanto decantate tastiere di terze parti. Io sui miei dispositivi Android uso Swiftkey che per me batte ogni concorrente per velocità, precisione e bellezza dei temi. Su Android ogni tasto, se premuto a lungo, è associato ad un carattere speciale (punteggiatura, cancelletti, parentesi varie, simboli matematici etc) e questo mi permette di scrivere senza quasi mai aver bisogno di richiamare la tavolozza di questi caratteri. Su iOs 8 questa funzione non è presente: in pratica sembra che il porting riguardi solo l’ottimo sistema di predizione del testo. Ah, e non sono presenti neppure i temi. La sensazione di trovarsi tra le mani un prodotto castrato è opprimente.
Se poi a tutto questo aggiungiamo che il mio iPad di terza generazione accusa dei rallentamenti dopo questo aggiornamento… ecco spiegate le ragioni del mio pessimo umore.

Tutto sommato però, una cosa positiva dopo l’installazione di iOs 8 la posso annoverare: il mio gatto ha ritrovato la sua pallina preferita. Ma anche in questo caso, non posso giurare che i due eventi siano correlati.
Cordialità,
Il Triste Mietitore

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