Nella prossima release io iOS 7, la versione 7.1 che ci aspettavamo con l’iPad mini Retina e che è invece stata rilasciata in beta qualche giorno fa, potrebbero esserci interessanti novità. Fra queste una in particolare ha destato la mia attenzione: le ombre sotto i bottoni, altrimenti dette button shades. Non tanto per la funzione in sé, ma per il significato che questa ha.

Innanzitutto va sottolineato che si tratta di un’opzione: puoi scegliere se attivarla oppure no. Io sarei già tentato dal no, ma aspettiamo di averla sotto mano. L’obiettivo dovrebbe essere aiutarti a capire dove siamo e dove tappare, ma sinceramente credo che si tratti di un intervento che rovina il design di iOS 7, a cui oramai siamo assuefatti. Il flat design del nuovo sistema operativo di Apple aveva lasciato però alcuni dubbi fin dall’inizio, tanto che per segnalare quello che non va è nato persino un tumblelog: UX Critique. Ora, sembra che Cupertino abbia preso qualche suggerimento proprio da qui, dalla cream dei propri utenti: i designer.

Non sarebbe la prima volta. Già durante lo sviluppo di iOS 7 Apple aveva fatto un passo del genere, cambiando il font usato all’interno dei sistema operativo dopo alcune critiche giunte dalla rete.

Quindi Apple ascolta. Ci ascolta. Una cosa che sotto Steve Jobs non era proprio normale. Anzi, quasi non lo era affatto. Una delle cose in cui credeva l’ex CEO era proprio la necessità di creare qualcosa di straordinario e definito da un’unica vision, senza correre dietro ai desiderata degli utenti. Qualunque fanboy sa che quella era la strada giusta, ma dobbiamo notare come Apple non sia più quella di Steve Jobs. Basti guardare, l’ho detto più volte, alle manovre di Tim Cook: iPhone più grande e iPad più piccolo per vendere anche a chi preferiva Android per via degli schermi diversi.

In un certo senso è quasi un bene che Apple ora si muovi in questa direzione: è possibile correggerne gli errori. D’altra parte però è segno che l’azienda non ha più un comandante in grado di prendere le decisioni e di compiere scelte dettagliate, come faceva Jobs che era capace di far riscrivere un codice la sera prima del lancio perché l’app relativa non gli piaceva.

Seguite Silvio Gulizia su Twitter e Google+