Internet.org è una nuova organizzazione, promossa da Facebook e supportata da altre sei aziende – Ericsson, MediaTek, Nokia, Opera, Qualcomm e Samsung – che intende promuovere la diffusione della banda larga nel mondo. Soltanto 2,7 miliardi di persone possono già accedere a internet, mentre la popolazione globale raggiunge quasi i sette: oltre quattro miliardi d’individui sono tuttora esclusi. L’iniziativa è encomiabile, ma resto perplesso dagli obiettivi. Espressa la volontà d’abbattere il digital divide, come intendono farlo?

Non intendo suggerire delle teorie “complottiste” sul pericolo che Facebook, al quale è iscritto più di un miliardo d’utenti, possa controllare l’accesso a internet di due terzi della popolazione mondiale. Piuttosto, mi domando come Internet.org possa risolvere il problema: il comunicato di Mark Zuckerberg ricorda molto le iniziative dell’ONU, che avrebbe già dovuto abbattere la povertà e le emissioni di CO² da anni. Google, anziché pubblicare delle populistiche dichiarazioni d’intenti, ha avviato subito un progetto convincente.

Tutti i Chief Executive Officer (CEO) delle aziende coinvolte, dopo Zuckerberg, sono intervenuti a esprimere il proprio entusiasmo per Internet.org. Tuttavia, nessuno di loro ha spiegato come o quando saranno avviate delle iniziative concrete: sono comunicati in “politichese”, che rimandano tristemente ai comizi elettorali dei politici italiani — conosciuti per una totale indifferenza verso l’innovazione. Mi dispiace, però io non riesco proprio ad applaudire… e sono più preoccupato dei troppi limiti della banda larga in Italia.