Da oggi, IBM significa anche Internet Of Things. Questo termine, molto in voga nell’ultimo periodo, sta ad indicare una precisa categoria di prodotti nell’ambito essenzialmente della domotica ma anche di altro (automobili, tanto altro) che possiedono sensori e stack connettivi capaci di comunicare lo stato del dispositivo attraverso Internet. Non è una cosa nuova, anzi, ne avevamo parlato al Sensor Hangout di Seeweb, ma la mossa di IBM, che si muoverà per produrre un box chiamato IBM MessageSight, è interessante per un paio di motivi, almeno.

Il primo è semplicemente un fattore di popolarità: che IBM decida di muoversi su questo fronte è positivo, dato che un’azienda di così grandi dimensioni ha sicuramente le spalle larghe per cominciare la produzione in serie di un dispositivo che volendo può fare la storia di un settore del genere, in rapidissima crescita grazie a tantissime nuove applicazioni che stanno nascendo. Il secondo fattore non risiede tanto in IBM MessageSight, quanto nel protocollo che c’è dietro, la cui implementazione in questo settore è una grandissima novità.

MQTT infatti esisteva già da tempo, ed è un protocollo di messaggistica machine to machine a cui però non era mai stata data questa forma: IBM ne ha compreso le potenzialità, e secondo me in maniera ottima, si prepara a lanciarlo come una sorta di nuovo HTTP per gli oggetti.

C’è del potenziale inespresso in ogni device che possa mandare informazioni in rete ad altri oggetti. IBM comprendendo questo concetto e attivandosi per presidiare il settore dell’Internet Of Things, sta mettendo in moto un meccanismo che se ben oliato potrebbe presto cambiare lo stile di vita di ognuno di noi. E io, da buon tech-fan e maniaco dei gadget, spero proprio che questo avvenga, nel miglior modo possibile.

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