L’estate entra nel vivo, e la rete si spopola.
Se notate una diminuzione di visite ai vostri blog, un calo improvviso di condivisioni e retweet, o qualcosa del genere, non preoccupatevi, non c’è nessun defollow di massa all’orizzonte.

Una parte dei ‘visitatori’ delle vostre pagine o dei vostri profili in questo momento è in ferie, e pur avendo uno smartphone o un tablet a disposizione, e il wi-fi della spiaggia, non si collega e non naviga con la stessa intensità dei mesi passati; alcuni addirittura non navigano affatto.
Voi non avete colpe, i vostri contenuti gli interessano esattamente come prima, però mettetevi nei loro panni: voi in vacanza cosa fareste?

Un’altra fetta di utenti, invece, anche se rimane a casa e non parte per le ferie, vuoi per la crisi, vuoi per altre ragioni, non si collega lo stesso.
Il motivo è quella che chiamo tecnopausa: complice la stagione, la gente avverte l’esigenza di staccare la spina, letteralmente, cioè mollare le pagine Facebook, la timeline di Twitter, i blog e tutta la roba che ci tiene perennemente incollati agli schermi.
Il bisogno di essere sempre collegati e condividere tutto deve lasciare il posto ad una parentesi priva di tecnologia, e non a caso ho detto DEVE: credo che sia necessario.

Se non ci si prende questa pausa, il rischio è la saturazione, la nausea, l’allergia da web, e per quanto mi riguarda è una cosa da evitare.
Per il mio ruolo, per il mio gioco, per il mio lavoro, ho bisogno di condurre una sana esperienza online, senza esagerare, evitando quegli eccessi che potrebbero portarmi a odiare internet, i social e la condivisione.
Con una piccola pausa estiva dalla tecnologia ci si può riprendere, ricaricare, si lascia riposare il cervello, si pensa in modo diverso, in “solitario”, non connessi, e magari in questo modo vengono nuove idee, si ricarica la vena creativa e si ritrova la tranquillità necessaria per produrre di più e meglio.

Saranno pure consigli banali, ma date retta a un cretino: una volta all’anno, mandate in ferie la tecnologia.