Potremmo dire che la domotica fatta con Arduino sta a SmartThings come Android sta a iOS… o meglio ad Apple.
La prima appassionerà certamente gli smanettoni… mentre la seconda interesserà sicuramente i padri di famiglia che, come me, vorrebbero aver tempo per smanettare ma ahimè non ne hanno più e quindi necessitano di cose che come le attacchi vanno… secondo la miglior filosofia Apple insomma.
Seguo il progetto SmartThings da quando è nato su Kickstarter verso fine agosto 2012. A fine settembre dello stesso anno il progetto ha chiuso il funding con più di 1,2 milioni di dollari.
SmartThings seduce in quanto trasmette l’idea che dovrebbe essere alla base di ogni buon prodotto tecnologico innovativo: la complessità va nascosta dentro al prodotto e non esposta verso l’utente tenendo sempre ben presente che più piccolo è il manuale di istruzioni, più facile sarà l’esperienza d’uso.
SmartThings è una vera e propria piattaforma per controllare le cose. Il centro di riferimento di SmartThings è l’hub wi-fi (simile ad un modem wi-fi di quelli forniti dai gestori telefonici per distribuire l’ADSL in casa) con il quale si possono azionare e controllare a distanza attraverso un’app molti sensori tra cui termostati, sensori di umidità, allarmi antincendio, sensori di pressione e vibrazione, interruttori di corrente, azionatori di chiusure per porte e finestre, sensori per verificare la presenza di estranei o monitorare lo spostamento di cose e animali.
Il kit di SmartThings, a seconda dei sensori di cui ci si vuol dotare, può essere utilizzato facilmente out of the box per controllare le attività di ruotine come per esempio accendere o spegnere le luci di casa o verificare la chiusura di una porta tramite le funzionalità già pronte nell’app per iOS. Ma non si limita a questo. L’app per iOS permette di combinare le funzionalità base per crearne di più complesse come per esempio far accendere una luce alla chiusura di una porta… e le combinazioni possibili saranno limitate solo dalla fantasia.
SmartThings inoltre ha esposto delle API per produttori e sviluppatori al fine di permettere la creazione di oggetti smart di terze parti da connettere a Internet.
Come uno dei quasi 5.700 contributori, ricevo regolarmente la newsletter che mi tiene aggiornato sui vari step del lancio di produzione e commercializzazione. Scopro così che il team è riuscito da poco a far passare con successo molte delle fasi di certificazione per il marchio CE necessario al fine di importare la suite di prodotti in Europa.
Non resta quindi che attendere ancora pochi mesi.