Gli spazi di I/O 2013, la conferenza annuale degli sviluppatori di Google che aprirà domani a San Francisco, saranno monitorati da centinaia di sensori basati su Arduino. Una sessione, organizzata dal Data Sensing Lab di O’Reilly, spiegherà come analizzare i big data utilizzando questi dispositivi: lo scopo è dimostrare la possibilità di raccogliere e gestire le informazioni sull’ambiente circostante, specie riguardo all’impatto dell’inquinamento acustico. Ovviamente, grazie agli strumenti di computazione predisposti da Google.

Siamo molto lontani dalla domotica di Android@Home. L’imminente I/O 2013 non proporrà, stando alle ultime dichiarazioni di Sundar Pichai, dei prodotti innovativi per i consumatori: niente smartwatch, quindi, e neppure una riedizione di Nexus Q. La sfera per lo streaming audiovisivo con Android, subito ritirata dal mercato, è un fallimento che non tornerà troppo presto. Il ricorso ad Arduino privilegia l’applicazione della «internet of things» a grandi progetti industriali, anziché a prototipi creati da sviluppatori indipendenti.

Sarà una sessione interessante, ma come temevo (per tutt’altre motivazioni) non porterà sul mercato delle cyclette con Android: I/O 2011 ha dato un “assaggio” del futuro, senza concretizzarlo. Google preferisce dimostrare le potenzialità del cloud computing e invogliare le imprese a investire sulle risorse che mette a disposizione. Una strategia che riporta alle origini dell’evento, quando i consumatori ignoravano persino l’esistenza della manifestazione. Sarà un flop? Molti sono pronti a scommetterlo, io non sarei precipitoso.