Le interfacce del futuro saranno sempre più touch oppure no? Sarei propenso a votare per il sì, almeno per quanto riguarda il prossimo futuro. Pensando però a tutti quelli che ho sentito lamentarsi per l’addio alla tastiera fisica da parte di BlackBerry (decisione per altro non ancora definitiva) dopo aver letto un recente post di Andy Boxall su DigitalTrends circa la digitalizzazione dell’esperienza tattile ho cominciato a ricredermi. Almeno in parte.

Scrivo volentieri sull’iPad quando sono in viaggio, come in questo momento. Però se ho da scrivere molto mi porto dietro una tastiera fisica da attaccare via Bluetooth. C’è poco da fare: sulla tastiera fisica in effetti mi muovo meglio. Innanzitutto perché questa ha una dimensione reale e in secondo luogo perché il feedback tattile è migliore.

L’azienda giapponese Kyocera ha dimostrato un mese fa di essere in grado di risolvere il secondo problema. E cioé di riprodurre l’esperienza tattile della tastiera fisica su quella digitale. Di più: di essere in grado di sviluppare un feedback concreto a partire da un bottone digitale.

Si tratta di una tecnologia basata sullhaptic feedback. In pratica grazie a impulsi piezoelettrici lo schermo vibra a una velocità tale da rendere al dito la sensazione di aver toccato un tasto fisico. L’utente può regolare il feedback per passare da un’esperienza soft touch a una hard keyboard. Il vantaggio è nell’acuratezza della scrittura su smartphone e tablet, con indubbie possibilità di valorizzare il sistema all’interno dei videogame.

È questo il futuro? Personalmente ci credo poco. Le nuove interfacce di comunicazione penso saranno molto più simili a quelle viste nei film. Federico Moretti ha scritto qualche giorno fa di come sia già possibile riprodurre le interfacce viste in Minority Report con Windows 8. Io stesso ho raccontato per Wired.it come la startup italiana Braincontrol abbia sviluppato un sistema che permette di controllare un dispositivo come un tablet con la sola forza del pensiero. Eppure la tecnologia di Kyocera è molto interessante.

In un futuro prossimo infatti c’è da immaginarsi che la produzione di schermi touch diventi una cosa piuttosto semplice ed economica. Poter riprodurre su qualsiasi schermo bottoni e quant’altro significherebbe ridurre la produzione industriale di oggetti come i bottoni dell’ascensore, quelli del pannello dell’auto, le tastiere dei computer e di chissà quanti altri mila dispositivi alla cui fisicità siamo ancora legati. Non per una questione di ecologia, ma di economia. Certo bisognerà vedere se il tipo ditouchscreen proposto da Kyocera avrà un prezzo accettabile.

Per dover di cronaca, BlackBerry ha già introdotto una tecnologia simile sullo Storm2. Si tratta di SurePress e ha come obiettivo simulare il contatto con la tastiera fisica su dispositivi touch.

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