È notevole come le CPU Haswell siano arrivate abbastanza velocemente nella gamma consumer dei laptop: a partire dai nuovi MacBook Air infatti adesso, insieme ad altri PC, Intel diffonderà la sua nuova architettura in tutto il mercato. È ragionevole pensare, e un leak diffuso da Engadget ce ne da la conferma, che il prossimo passo per Intel sia sfornare un Haswell con 8 core per il computing più “spinto”; la data di uscita sarebbe per la seconda metà del 2014. I nuovi chipset probabilmente supporteranno fino a 20 MB di cache L3, in combinazione con le nuove motherboard Wellsburg che supporteranno RAM DDR4 fino a 2133MHz.

In tutto questo, c’è da chiedersi: che fine farà il desktop? Tutti noi abbiamo almeno un laptop per il puro lavoro d’ufficio, e fino a qualche tempo fa anch’io credevo che pian piano il settore del PC da scrivania sarebbe sparito. Poi, mentre ero in università, ho parlato con un amico che mi ha aperto gli occhi riguardo alcune necessità del mondo business che non possono essere soddisfatte da un laptop, e anzi non potranno mai (se non ci saranno innovazioni assurde a cui nemmeno pensiamo) essere soddisfatte da un altro device se non un PC fisso, e parecchio carrozzato.

Apple stessa si era lanciata nel vuoto sbilanciandosi con affermazioni del tipo “non produrremo più Mac Pro“, mentre adesso sembra che si stia (un po’ tutti) tornando con i piedi per terra. Il mio amico ha comprato un desktop: deve fare rendering di CAD pesanti svariati GB, e non aveva voglia di comprare un troppo costoso desktop replacement che più che un portatile sarebbe stato definibile “trasportabile”. Io stesso avevo bisogno, qualche tempo fa, di una workstation per eseguire dei calcoli leggermente pesanti per il mio povero laptop, che con il suo degno Intel i5 è comunque ottimizzato per risparmiare energia anziché usarne il necessario per ulteriori cicli di calcolo.

L’affermazione di Apple, insieme al pronostico su Intel, va contestualizzato in questi termini: il MacBook Air non mi soddisfa, e sicuramente se dovessi comprare un laptop di Apple andrei dritto sul MacBook Pro per le maggiori capacità hardware, tuttavia c’è qualcosa che nessun portatile potrà mai fare. Le prestazioni di una workstation fatta per calcolare senza sosta non saranno mai eguagliate da alcunché, e di questo sembrano essersi resi conto i professionisti di ogni campo, primi fra tutti gli audio editor, i videomaker, gli ingegneri meccanici. E i produttori, da parte loro, sembrano essersi resi conto che i professionisti hanno ancora bisogno delle prestazioni, che la cloud non basta, e che la compilazione di un software in casa non può avvenire per magia: ci sono dei requisiti che vanno assolutamente rispettati.

E l’outsourcing della potenza di calcolo non è per tutti. Non ancora, almeno.

Photo credits: Manny Rosas via photopin cc