Le foto al cibo? Non vanno bene. Foto ai gattini in pose buffe? Troppo mainstream. Le gambe ed i piedi, distesi sulla spiaggia? Inflazionate. Selfie mentre si mangia una banana? Ormai la fanno tutti.
Insomma, abbiamo posto tanti limiti morali alle foto che venivano caricate su Instagram, che l’hashtag del momento – #Underboobs – ce lo siamo proprio andati a cercare.

E’ una tendenza americana che si sta diffondendo anche da noi: consiste essenzialmente in una selfie nella quale la modella (che deve essere necessariamente una ragazza) solleva la maglietta spingendosi pericolosamente sul confine della censura, ma fermandosi in tempo. Tra chi utilizza questo hashtag la competizione sembra simile a quella che si vede nei film americani, quando due auto si lanciano verso un precipizio e devono frenare il più vicino possibile al ciglio del baratro. Ovviamente qui il pericolo massimo che si corre è una segnalazione del proprio profilo Instagram, tralasciando il rischio intrinseco di essere beccati dai genitori/fidanzato/marito e passare un brutto quarto d’ora.
Probabilmente non si farà attendere molto l’equivalente maschile che prevedo utilizzerà l’hashtag #Underballs: immagini agghiaccianti di costumi da bagno che si lasciano sfuggire pudenda e scroti mal celati da asciugamani in palestra. Orribile.
Ma a parte gli scherzi, è preoccupante questa tendenza dei social all’esibizionismo, tra le altre cose in un certo senso incentivata dai gestori stessi del servizio: non dimentichiamoci della recente introduzione sia su Twitter che Instagram appunto dei messaggi privati con foto.
E’ meglio sempre ricordarsi che la percezione di quello che sei passa dal materiale che pubblichi: se posti le tue tette è facile immaginare cosa la gente andrà poi a pensare di te. Sì, appunto quello.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

(Immagine da Wikipedia)