Qualche giorno fa, d’accordo con tutto il team di redazione, ci siamo divertiti a far girare notizie false com’è di consuetudine il primo d’aprile. Io ho riportato la notizia (ovviamente farlocca) che Instagram stesse per lanciare la pubblicità permettendo agli utenti di guadagnare rendendosi partecipi della diffusione dei brand tramite tag da aggiungere alle foto. E a giudicare dal numero di visite e condivisioni, devo dedurre che l’argomento era (o farei meglio a dire sarebbe stato) di vostro gradimento.

Spesso si dice ha la realtà supera la fantasia. Sarà un caso ma è notizia fresca di oggi (di ieri notte in USA) che Facebook ha spostato una pedina importante dal proprio team a quello di Instagram. Infatti Emily White è stata assunta come direttore delle Business Operation.

La White è stata una delle prima impiegate in Google quando ancora il colosso di Mountain View era una piccola aziendina di 200 dipendenti. In Google ha contribuito alla realizzazione di Google AdWords ad oggi ancora una delle principali fonti di sostentamento dell’azienda.

Passata poi a Facebook nel 2010 è arrivata ad essere direttore della sezione Mobile portando il social network ad essere fruibile da più di 2.500 device. Un tipo tosto insomma oltre ad essere la prima impiegata con molta esperienza (e risultati) ad essere integrata nel giovane team di Instagram.

Siamo sicuri che sia arrivata per la sfida delle sfide: riuscire a far monetizzare il costoso giocattolino di Zuck senza far scappare gli oltre 100 milioni di utenti attivi che Instagram conta ogni giorno.

Così i co-fondatori Mike Krieger e Kevin Systrom potranno concentrarsi sullo sviluppo  del mobile e del web e sull’introduzione di novità. Proprio Systrom ha dichiarato: Sono entusiasta di integrare Emily nel nostro team… mentre noi faremo crescere il sistema per soddisfare sempre meglio gli oltre 100 milioni di utenti attivi, la sua esperienza nelle Business Operation giocherà un ruolo importantissimo per il sostentamento di questo meraviglioso progetto.

E noi intanto proviamo a fantasticare… vi pare così distante dalla realtà un modello come quello ipotizzato nel nostro pesce d’aprile?

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