Pochi giorni fa, Instagram ha deciso di proibire alcuni hashtag: tra essi ce ne sono alcuni abbastanza grotteschi tipo #iPhone, ma gran parte di quelli inseriti nell’elenco del divieto sono di chiara matrice pornografica e sessuale. Sul social network le domande in merito alla sfera sessuale degli utenti si moltplicano, e sin dall’exploit del social gli hashtag #sex o #porn (ora messi al bando) erano naturalmente i più ricercati, e in molti casi, usati.

Oltreoceano frequenti casi di molestie o di adescamenti, sfociati addirittura spesso in una denuncia alle forze dell’ordine, sono avvenuti proprio su Instagram. Però parliamoci chiaro: se un anno fa digitavi #sex, ti venivano fuori migliaia di foto ma neanche una natica scoperta. In verità però, l’app è diventata col tempo il regno della foto hot, dell’annuncio sexy, o addirttura proprio dell’immagine hard, visto che è anche abbastanza semplice ormai piazzare un video in questa sede.

Così si è arrivati al giro di vite degli hashtag, per cercare di arginare il fenomeno. Instagram non è nuova a cambiamenti di regole repentini Questa mossa però equivale a combattere una guerra con le cerbottane quando i nemici hanno le mitragliatrici: non sarà certo un hashtag vietato a frenare il traffico osè su Instagram. Innanzitutto perché ogni hashtag è aggirabile: basta inventarne un altro. Se invece di #porn comincio a diffondere #deltaporn, ecco che ho risolto. Poi foto e video hard ormai impazzano anche sugli altri social, con buona pace di chi vorrebbe vietare in toto questa tipologia di traffico. Instagram è l’unico che non si è messo il cuore in pace, ma non pensiamo che vietare un centinaio di hashtag possa portare al benservito alle foto hot sul social.