Instagram è un social network fotografico che giorno dopo giorno sta entrando sempre più a far parte della vita di tutti, dell’interesse comune. In ogni ambito culturale, questa piattaforma ha dato vita ad un nuovo modo di comunicare, consentendo agli utenti di raccontare la propria vita per immagini. Col passare del tempo, dopo una fase di diffidenza iniziale in cui principalmente i più giovani (oltre ai professionisti) sono stati incalliti utenti Instagram, anche le aziende ed i personaggi di pubblico interesse, i cosiddetti VIP, stanno popolando o meglio spopolando su Instagram, con tecniche di marketing molto diverse tra loro. Oltre al contenuto (le fotografie), elemento fondamentale del social network sono gli altrettando discussi hashtag, che tutti gli utenti conoscono e pensano o fingono di saper utilizzare, e qui si entra in un terreno un po’ aspro, al presentarsi di due semplici domande:

  1. Cosa sono gli hashtag?
  2. Come si mettono, ovvero come si utilizzano?

Difficile dare risposte assolute, soprattutto al secondo quesito, dato che essendo una piattaforma abbastanza libera, ognuno può utilizzare gli hashtag a proprio piacimento (a patto che non violino le Condizioni d’uso); ma andiamo con ordine, cercando in questo post di dare risposte che siano il più possibile esaustive ai due domandoni precedenti, con l’obiettivo di apprendere un modo di utilizzare gli hashtag più utile possibile per arrivare ad essere gratificati per le foto scattate, editate e caricate con gli strumenti principali di riscontro offerti da Instagram: seguaci (followers) e apprezzamenti (like).

Cosa sono gli hashtag

Problema numero uno: cosa sono gli hashtag. Scopriamo innanzitutto, in maniera abbastanza scontata, cercando di formare una definizione a partire da quella che lo stesso social network, Instagram, ne dà sul proprio blog, in un post con trucchi su come utilizzare gli stessi: possiamo definire un hashtag come un tag, un’etichetta interattiva da applicare alla foto che carichiamo, una fantastica via per trovare nuovi seguaci e condividere le proprie foto con più persone, traducendo dal post di riferimento.

Per capire cosa sia un hashtag concretamente, non c’è metodo migliore che utilizzare un esempio, in questo caso una mia foto postata su Instagram (dove mi potete trovare cercando @acareddu) scattata ad Urbino e ritraente il Palazzo Ducale al tramonto, in una delle prime giornate primaverili di questo 2015:

 

La primavera abbia inizio. Collage test fatto con #Layout di #Instagram. #spring #Urbino #igerspu

Una foto pubblicata da Andrea Careddu (@acareddu) in data:

Un hashtag è un’etichetta che non si ferma semplicemente a raccontare ciò che è presente nella fotografia, ma lo cataloga, raccogliendo quello scatto insieme a tutti quelli che presentano lo stesso o gli stessi hashtag; quando lo scriviamo, un hashtag è semplicemente una parola chiave preceduta da un cancelletto, ma al momento della pubblicazione diventa interattivo, e cliccando su quella stessa parola verremo reindirizzati a tutte le fotografie postate su Instagram con la stessa etichetta, in modo da poter conoscere altri utenti, apprezzare altre fotografie, ecc.

Ricapitolando quindi, prima di procedere, possiamo definire un hashtag come una parola chiave interattiva utile alla raccolta di foto che presentano caratteristiche simili (soggetto, filtro, luogo in cui è stata scattata la foto, ecc). Per capire ancora meglio di cosa si tratti, è necessario procedere ed osservare

Come si utilizzano gli hashtag

Se spiegare cosa sia un hashtag è relativamente semplice, ora viene il bello, cercare di capire come si utilizzano, o volgarmente come si mettono queste parole chiave nelle didascalie. Teniamo per l’esempio della foto precedente per questo, ma prima anticipiamo che per ogni foto si possono utilizzare massimo 30 hashtag, e che superato tale numero non verrà postato il commento, perciò attenzione a contarli, anche se a mio avviso sarebbe meglio utilizzarne massimo una decina, per evitare di voler comprendere troppe chiavi e rendere la didascalia della foto troppo carica. Dunque prima di tutto, anche se potrà sembrare una perdita di tempo, prima di postare una foto sarebbe opportuno pensare a quali hashtag utilizzare. Allo stesso modo bisognerà considerare che nonostante siano tanti gli utenti italiani, quelli esteri saranno sempre esponenzialmente di più, di conseguenza non dovremmo pensare a chiavi in lingua italiana, ma se volessimo raggiungere un maggior numero di utenti, dovremmo inserire hashtag in inglese. Perciò se è una bellissima giornata andrò a cercare l’equivalente in inglese, #sunnyday, e potrò partire per trovare tantissime chiavi associate, e così via.

Quindi, continuando a tenere l’esempio della foto precedente, se la foto è scattata ad Urbino, dovrò andare a cercare su Instagram l’hashtag #Urbino, e vedere tra i risultati quali sono gli hashtag più ricorrenti associati a questo. Allo stesso modo, se la chiave è la primavera, dovrò fare la medesima ricerca (possibilmente in inglese); Urbino è nelle Marche, cercherò l’hashtag Marche, e così via sino ad individuare le migliori etichette per la mia foto. Non è necessario inserire tutti gli hashtag che abbiamo intenzione di utilizzare nella didascalia della foto prima di postarla, potremo quindi magari mettere in evidenza alcuni hashtag insieme alla didascalia, ed aggiungerne di secondari nei commenti, sempre tenendo a mente il limite di 30 hashtag per scatto. Altro consiglio, se cercando un hashtag questo da come risultato un milione di foto correlate o comunque un gran numero di risultati, utilizzarlo non porterà visibilità, ma la foto finirà in mezzo ad un oceano, perciò sarebbe meglio cercare un hashtag maggiormente specifico, con centinaia, anche migliaia di foto taggate, in modo che il target sia più definito e preciso.

La cosa più importante è non pensare che gli hashtag siano da utilizzare in sostituzione delle parole che compongono una frase. Come scrissi in un post lo scorso anno che trattava sempre il miglior modo per usare gli hashtag, è inutile inserire didascalie con #hashtag #per #ogni #singola #parola. Stiamo sprecando cancelletti da poter sfruttare per far conoscere maggiormente le nostre foto, soprattutto perché credo che nessuno vada a cercare su Instagram hashtag del tipo – e mi scuso se divento un tantino pesante – #mamma #mia #come #mi #diverto, fatta eccezione per #mamma, magari.

Riassumendo il modo per utilizzare le etichette del social network, continuiamo a tenere come riferimento il post guida di Instagram linkato in apertura, con tre semplici regole per gli hashtag, che devono: essere speficici, essere rilevanti (per evitare che la foto finisca in raccolte oceaniche) ed utilizzati da utenti attenti osservatori, esploratori del mondo fotografico del social.

In conclusione, sperando di aver chiarito a qualcuno cosa siano e come utilizzare gli hashtag, ci tengo a precisare che si tratta di consigli e pareri ovviamente non condivisibili, per cui come accennato in apertura, ognuno può utilizzare la piattaforma a modo suo. Altro consiglio, in chiusura, è di non utilizzare applicazioni per la generazione automatica di hashtag, ma piuttosto spendere qualche minuto in più nella ricerca della chiave adatta, ricordando che l’utente è abitudinario, e posterà con ricorrenza foto dello stesso tipo, dunque un hashtag particolare e cercato con scrupolo tornerà utile molto probabilmente.