Come ho imparato in questi tre ultimi anni di presenza su Instagram e racconto dettagliatamente nel mio libro, per guadagnare follower su Instagram (a meno che nella vita reale non siate già famosi quanto Rihanna o  Justin Bieber) bisogna fare fondamentalmente due cose:

1. Avere un progetto di intrattenimento, che io chiamo anche Progetto Fotografico;

2. Farsi notare da quanti più utenti possibili.

Per quanto concerne il primo punto ne abbiamo già parlato e avremo modo di riparlarne anche in futuro. Per mettere invece in evidenza la propria galleria, tutte le tecniche che non prevedano lo spam sono lecite: quindi commentare (con moderazione) le foto altrui, elargire like a volontà (tanto quelli non fanno mai male) e usare i giusti tag con criterio.

C’è però un’ulteriore pratica che può regalare grande visibilità su Instagram: geotaggare le foto in fase di pubblicazione. Quest’ultimo stratagemma è realmente in grado di portarvi all’onore delle cronache perché dovete sapere che esiste un pool di curatori alle dipendenze di Kevin Systrom che ogni giorno lavora per selezionare i migliori contenuti prodotti dai 150 milioni di utenti attivi al mese al fine di pubblicarli sul blog e sui profili ufficiali.

Questi talent scout spesso, quando vogliono dimostrare come un evento venga raccontato attraverso le foto pubblicate su Instagram, scorrono le gallerie di quelle immagini che hanno in comune lo stesso geotag. Per fare questo individuano su Foursquare la location per la quale desiderano visionare le foto e poi le scelgono tramite un webviewer dedicato (tipo la funzione disponibile in Gramfeed.com). Individuate le più rappresentative (e spesso anche le più belle) le utilizzano sui canali a cui prima accennavo.

Ed è esattamente quello che è capitato ad una mia foto pubblicata durante la Biennale di Venezia tenutasi lo scorso anno: sul mio profilo personale ha preso oltre 2900 like ma ha avuto la fortuna di essere notata e rebloggata sul profilo di Instagram dove ha poi preso oltre 366 mila like! (Vedere per credere la sequenza di screenshot in copertina) E dato che i curatori hanno correttamente riportato i crediti alla mia galleria, ho guadagnato oltre 1.300 follower in due giorni (il profilo @instagram su Instagram ha al momento 54 milioni di follower!… e la mia foto è ancora là visibile a chiunque lo visiti).

Pubblicare una foto su Instagram con il corretto geotag è facile, basta scegliere la location desiderata proposta dalla app quando si tocca l’opzione Attribuisci un nome a questo luogo. La lista delle location disponibili viene fornita da Foursquare e forse non tutti sanno che:

a) Se la foto presenta la georeferenziazione nei propri dati EXIF, vengono proposte le venue (per usare un termine noto a chi usa Foursquare) vicine a quella locazione;

b) Se la foto non presenta la georeferenziazione nei propri dati EXIF, vengono proposte le venue vicine alla locazione individuata in tempo reale dal GPS dello smartphone.

Questo significa allora che possiamo pubblicare su Instagram una foto con il corretto geotag anche a posteriori, quando per esempio siamo già tornati a casa dalle vacanze e abbiamo ancora il rullino pieno di foto da condividere. Ma potremmo avere l’amara sorpresa di trovare alcune foto che ricadono nel caso b). Questo avviene quando:

1. Il nostro smartphone era in totale assenza di campo nel momento dello scatto (e in vacanza capita spesso!);

2. Abbiamo ritoccato la nostra foto con delle app che azzerano tutti i dati EXIF.

Ecco allora che corre in nostro aiuto un app miracolosa: GeotagMyPic. L’uso dell’app è intuitivo e banale e ci permette di ripristinare l’esatta posizione in cui e stata scattata la nostra foto. Ma non solo… Ci permette anche di barare. Sfogo alla fantasia allora!