Negli ultimi giorni ho notato una frequente attività di spamming su Instagram. Mi è capitato di ricevere commenti con call to action studiate per far aumentare i follower altrui o indirizzate a chissà quale truffa. Di solito sono account che suggeriscono di seguire altri account o di cliccare su un link perché siamo così bravi che potremmo vendere le nostre foto, insegnare a fare le fotografie o prendere parte in un film. Quest’ultima nel mio caso è stata la più gettonata, segno che ho un certo fascino ;)

Quando ho visto altre persone lamentarsi del problema ho provato a chiedere su Facebook e nel gruppo di Indigeni Digitali, dove so che ci sono molti utenti di Instagram. Chi da due giorni, chi una settimana fa, chi due, nel giro di pochi minuti una decina di persone mi ha confermato di essersi finita sotto attacco.

Come riconoscere lo spam? Se non sapete l’inglese o non è chiaro il significato del messaggio, che a volte sembra reale, controllate gli account che l’hanno postato: di solito non hanno pubblicato foto, o ne hanno pubblicate una o due. Però hanno circa 600 o 700 follower.

Ovviamente i ragazzi di Followgram erano a conoscenza della questione. Lorenzo Sfienti ha ipotizzato: Credo sia un problema di account con più di x followers e x likes in una foto. Almeno da quello che vedo. Noi nel nostro account Followgram su Instagram cassiamo molti commenti soprattutto di vendita liker e follower. 

Alessandro Canessa mi suggerisce che si tratti di commenti creati da bot e che pubblicano automaticamente con i tag più usatiFabio Lalli ha confermato che sono due mesi che entrano parecchi.

Come ci si difende? In realtà c’è ben poco da fare. L’unica cosa possibile è segnalare come spam l’utente che vi ha commentato e bloccarlo, cliccando su bottone in alto a destra che compare quando ne guardate il profilo. In più lo faremo, più facile sarà tenere pulito Instagram. Che comunque vive un momento critico dopo essere finita sotto la lente d’ingrandimento per l’interessamento delle aziende e dei giornali americani che hanno iniziato a usare foto condivise tramite il medium, con il Time che in occasione dell’uragano Sandy ne ha addirittura usata una per farci la copertina.