Da dicembre dello scorso anno Instagram ci ha stupito più volte con prese di posizione contraddittorie per non dire stravaganti. Prima annuncia che i Termini del Servizio sarebbero cambiati dando a Fecebook (che ora detiene la proprietà di Instagram) la possibilità di rivendersi le nostre foto. Poi avendo sentito il dilagante malumore tra gli utenti cambia repentinamente direzione modificando (in parte) in fretta e furia gli stessi Termini di Servizio. Ora blocca gli account degli utenti e chiede loro di fornire prova della propria identità al fine di ottenere lo sblocco del profilo.

Durante la scorsa settimana infatti diversi utenti hanno iniziato a raccontare di come la app gli avesse bloccato l’account  e di come gli avesse chiesto di fornire certezza della propria identità invitandoli ad inviare un documenti di riconoscimento.

Il primo a dare conto di questa notizia è stato CNET che martedì scorso ha anche pubblicato, per smentire subito la bufala, uno screenshot che recita Your account has been secured and requires account validation. Please login to Instagram.com from your desktop computer to validate your identify.

Inizialmente gli utenti hanno invaso lo Yahoo Answers terrorizzati dal fatto che il loro account fosse stato hackerato. Invece Talking Points Memo dipana (o infittisce, a seconda dei punti di vista) il mistero pubblicando uno screenshot della pagina preso da Instagram.com che chiederebbe di caricare il già citato documento di identità e una email di risposta ad un utente al quale hanno rigettato il documento di identità a firma… User Operations Facebook!

Ora perché Instagram/Facebook dovrebbe chiederci la nostra carta di identità?

Sappiamo che uno dei problemi che più affligge Instagram è la guerra allo spam di cui abbiamo parlato più volte. Sicuramente il fatto di eliminare tutti gli account fake, ovvero quelli dietro i quali non ci sta una persona in carne ed ossa ma ci sta un computer dentro ad una botnet, è un ottimo passo avanti per la lotta allo spam.

Altro punto importante è che per iscriversi ad Instagram bisogna aver compiuto minimo 13 anni e dato l’incontenibile dilagare di contenuti espliciti che affligge anche altre app, forse Instagram vuole tutelarsi prima che si mobiliti qualche associazione di protettori della sacra e intonsa mente dei minori.

Ma la domanda è: come mai Instagram che fino ad oggi ci ha permesso di registrarci con nomi di fantasia (solo il nickname) e email di fantasia (all’atto della registrazione non richiede di verificare l’email!) ora si permette tale intrusione nella nostra vita privata? Sorge invece spontaneo pensare al fatto che Facebook consce i nostri veri nomi.

Cosa potrebbe fare l’azienda fondata da Zuckerberg linkando automaticamente il nostro iperprofilato profilo Facebook con il nostro profilo Instagram? Che stia arrivando la pubblicità mirata anche su Instagram?

Photo Credit: Joe Holmes via Photo Pin (CC)