Una decina di giorni fa ricevo una mail da Instagram che mi propone di compilare un form online dove mi si chiede di inserire un indirizzo al quale poter ricevere del materiale. Dopo un veloce confronto scopro che la stessa sorte è capitata a molti dei miei amici che come me hanno avuto la fortuna di essere stati sulla lista degli utenti suggeriti oppure hanno partecipato ad instameet internazionali come quello che si è svolto a Berlino lo scorso 14 giugno.

Così ieri ricevo un pacco spedito da una certa Gina Norton e inviato da Burbank, Los Angeles, California. Il mittente infatti è la Parrot Communications un’azienda che duplica supporti multimediali e cartacei e cura la logistica delle spedizioni (l’indirizzo del mittente coincide con quanto riportato sul sito).

La scatola bianca non riporta altro se non la scritta blu #communityfirst. Vediamo il contenuto della confezione (vedi anche galleria sotto):

- Due adesivi con il logo colorato di Instagram;

- Due spillette tonde bianche con impresso un fumetto rosso e un cuore bianco;

- Un biglietto di ringraziamenti con scritto “Thank you for being an important part of the Instagram story“;

- Un libretto di taglio quadrato di circa 200 pagine stampate su carta opaca che racconta la storia di Instagram in dodici scatti significativi; dodici sono anche gli instagrammer selezionati per dimostrare come nel mondo il Social Network venga utilizzato per raccontare arte, notizie, usi e costumi, passioni… e dodici sono i gli originali hashtag consigliati e spiegati con molte foto a corredo.

È evidente che Instagram, che in tutta la prima fase della sua esistenza tra l’ottobre 2010 e la fine del febbraio 2012 aveva lasciato che l’attenzione delle community venisse catalizzata da network come quello degli Instagramers, ora vuole solidificare del tutto il rapporto che ha con gli influencer che di fatto hanno contribuito a definire lo stile Instagram nella creazione dei contenuti.

Il 29 febbraio 2012 infatti nasce ufficialmente il blog e il profilo @instagram che da due anni a questa parte seleziona e propone quanto di meglio sono in grado di pubblicare i 200 milioni di utenti attivi al mese… quasi a dire: “Sei un brand? Vuoi comunicare su Instagram? Bene, ecco il modo migliore per farlo.

Che tutto questo abbia a che fare con il modello di business non ancora pervenuto?