Giusto una settimana fa Instagram ha annunciato che avrebbe lanciato gli AD. Ho atteso un po’ prima di scrivere in proposito con l’intento di vedere se qualcosa si fosse palesato nel mio feed. Invece per il momento niente, nemmeno oltreoceano… ma nel frattempo, se vi siete accorti, l’app non permette più di disabilitare l’auto-play dei video, cosa molto fastidiosa e in grado di farvi fare figure barbine quando in fila alle Poste per ammazzare il tempo scorrete il feed e immediatamente vi parte l’urlo di un di uno scalmanato neodiplomato che festeggia nel New Jersey. Per ovviare a ciò ora l’audio dei video è disabilitato per default… ma i futuri mini spot da quindici secondi sarete comunque costretti a vederveli.

Dico subito che personalmente non sono affatto contrario all’arrivo della pubblicità su Instagram. Certo mi sarei aspettato che la White, arrivata da Facebook come direttore delle Business Operation, si inventasse qualcosa di più originale che copiare direttamente il modello di Twitter. Stando ai rumors ci eravamo immaginati qualcosa di decisamente più creativo. Certo, per mantenere in vita quello che sarà molto presto il social network più utilizzato è giusto che chi se l’è acquistato trovi il modo di pagarsi la struttura e magari di guadagnarci anche qualcosa.

L’effetto collaterale che ne deriva però è che Instagram ha dichiarato guerra a tutti i sistemi di auto-promozione. Infatti a meno che non abbiate la fortuna di finire sulla lista degli utenti suggeriti o di guadagnare la pagina Popular con le vostre foto, l’unico modo che avete per promuovere la vostra galleria su Instagram, e quindi di aumentare il numero dei follower, è quello di interagire facendovi notare dagli altri utenti commentando e distribuendo valanghe di like. Per quest’ultimo punto esistono dei sistemi automatici che ne facilitano l’operazione dei quali abbiamo già parlato e per i quali abbiamo già raccontato i pericoli e i rischi che si corrono nell’utilizzarli.

L’animo hacker che è in me mi porta spesso a testare e provare le cose di cui parlo. Quindi ho avuto modo di verificare che:

- Fino ad un mese fa utilizzando una qualunque app di terze parti (quindi anche i bot) per dare i like e superando il limite dei 350 like per ora, Instagram vi disabilitava tutti i token di default, ovvero vi revocava tutti i permessi che avevate dato ai servizi presenti nell’elenco al quale si accede vistando l’indirizzo instagram.com/accounts/manage_access. Il workaround era semplice: bastava usare diversi servizi e con ognuno di essi rimanere sotto il numero dei 350 like per ora, per non incorrere in problemi ed aumentare comunque la potenza di fuoco.

- Da qualche giorno invece capita che se esagerate, Instagram direttamente vi impedisce di dare ancora like, anche con l’app originale. Infatti Instagram non può disabilitarvi l’account in quanto non state facendo nulla di male: state utilizzando un servizio il quale a sua volta ha ottenuto ufficialmente le chiavi per utilizzare le API; o peggio, potrebbe essere accaduto che qualcuno abbia rubato il vostro token e vi stia usando per elargire like a vostra insaputa. Questa limitazione perdura fintanto che non ridimensionate il vostro amore per gli altri, riportandolo a qualche decina di like all’ora.

Fine dell’auto-promozione. Ora singoli utenti e brand se vorranno aumentare i propri follower dovranno pagare dazio a Instagram. Chissà se hanno iniziato ad epurare anche la pagina Popular…