La misurazione dell’influenza on line è un problema pressoché irrisolto, checché ne dicano quelli di Klout. Però è sicuramente uno dei temi di quest’anno e per dirlo basta guardare la forte crescita che stanno avendo Twitter e Tumblr, strumenti perfetti per la cura dei contenuti e utilizzati da molto soprattutto per questo.

Negli scorsi giorni una startup israeliana ha cominciato ad aprire il proprio progetto ai beta tester e ho avuto la fortuna di essere invitato a testare la loro app. Swavy offre all’utente una dashboard in cui vengono aggregati contenuti relativi a un massimo di tre argomenti predefiniti. Attraverso la dashboard è possibile condividere i contenuti, che vengono classificati in due categorie:

  • rilevanti per i tuoi follower;
  • in grado di stimolare l’interazione.

È possibile condividere il contenuto su Twitter, Facebook e Linkedin, diversificando eventualmente il post e sfruttando o meno le citazioni e gli hashtag suggeriti.

Direte, facile fare l’influencer così! In realtà no. Swavy funziona come una specie di filtro per i feed che siamo abituati a seguire. Se come me avevate così tanti rss da non piangere quasi la scomparsa di Google Reader, questo può fare al caso vostro.

Molto interessante anche l’area delle statistiche, dove è possibile consultare l’andamento dei nostri account Twitter e Facebook e scoprire che tipo di engagement abbiamo avuto con i nostri follower. Nello specifico, ho constatato che i link da me condivisi tramite swavy hanno una media di 1,42 click per post. Inoltre è possibile fogliare la timeline dei nostri social individuando che tipo di interazione ha avuto ogni singolo post (in questo caso però le thumbnail danno parecchio fastidio). Ci sono anche grafici che indicano rt, favoriti, like e follower guadagnati giorno per giorno.

Swavy ha però molto da lavorare. È possibile creare più di una dashboard e invitare amici a curare la stessa, segno che il target della startup sono i social media manager a cui evidentemente offriranno opzioni premium. Manca però la possibilità di utilizzare parole chiave per la ricerca dei contenuti e soprattutto la possibilità di filtrare i contenuti per aree geografiche. Sarebbe interessante infatti avere la possibilità di vedere per un dato tema quali sono i contenuti maggiormente diffusi all’interno del nostro paese, così da monitorare quello che viene condiviso. Inoltre manca la possibilità di impostare la lingua per la fonte, altra opzione che sarebbe molto utile per monitorare la discussione legata a un argomento fra quelli che parlano la tua lingua. Vista l’importanza di Google Plus per il personal branding, mi piacerebbe che fosse inserito anche questo.

Siamo però ancora alla beta, quindi alcune di queste funzioni potrebbero essere inserite prima del lancio ufficiale. Per testare anche voi Swavy potete usare il promo code che il co-founder Lior Degani ha riservato ai nostri lettori: “leonardo” (senza virgolette). Registratevi su app.swayy.co.