Premetto che, personalmente, tratto l’argomento con una particolare sensibilità: le dita non bastano a contare gli amici che ho perso sulla strada… e quanto segue non è affatto un incentivo a guidare ubriachi. Tuttavia, una ricerca effettuata dal Cohen Children’s Medical Center di New York ha dimostrato che negli Stati Uniti sono più frequenti gli incidenti provocati da giovani che inviano SMS al volante, rispetto a quelli causati da individui ubriachi. In un anno, infatti, muoiono 3.000 adolescenti e ne restano feriti 300.000.

La situazione statunitense è molto singolare, perché i ragazzi possono guidare dall’età di 16 anni e fino ai 21 non “potrebbero” assumere alcolici. In Italia, invece, occorre sempre aspettare i 18 anni. Non penso sia sbagliato ipotizzare che già attorno ai 14 i teenager inizino a bere, nonostante le leggi. È comunque interessante notare che i medici ritengono più pericoloso utilizzare uno smartphone alla guida: non significa che l’ubriachezza non provochi incidenti, ma soltanto che inviare SMS al volante sia molto più frequente.

La ricerca newyorkese potrebbe avere dei riscontri diversi, nel nostro Paese: per esperienza, secondo me il problema riguarda anche gli Italiani che sono degli “artisti” dei comportamenti inadeguati in automobile. Spesso, sulle tangenziali milanesi o sull’autostrada che collega Malpensa a Milano, incontro degli imbecilli che leggono il quotidiano aperto sul volante. Io preferisco non utilizzare lo smartphone alla guida, però esistono tecnologie come Google Now e Siri che risolvono il problema. Perché inviare gli SMS al volante?

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