Pensiamo spesso, sbagliando, che un’azienda non possa essere disruptive come una startup. Basta invece applicare alcuni accorgimenti per esserlo. Anzi, oggigiorno è più che mai necessario farlo perché l’evoluzione del mondo del lavoro ha fatto sì che i consumatori non abbiano più bisogno delle aziende, come ha sottolineato Paul Tolchinsky, presidente dell’European Organisation Design Forum, allo scorso Blank Disrupt.

L’evento di Catania era incentrato sull’innovazione disruptive e noi di Leonardo abbiamo avuto la fortuna di essere ospiti. Ecco quindi i miei appunti dal talk di Paul, dedicato alle aziende innovative, ottimo seguito di quello di Jacopo Romei e Stelio Verzera sulle organizzazioni liquide.

Che i consumatori non abbiano più bisogno è una provocazione fino a un certo punto. Lui, Paul, ci ha riempito una pagina con parole che tutte insieme aiutano a giustificare il concetto: DIY, open space, open source, shared economies, citizen journalism, crowdsource, crowdfunding… Queste sono solo quelle che sono riuscito ad annotarmi, ma ce n’erano parecchie altre. Veniamo quindi a come deve comportarsi un’azienda per essere innovativa e sopravvivere ai cambiamenti che si susseguono senza farsi travolgere, anzi cavalcandoli.

Il modo migliore per parlare del futuro è discutere le deviazioni positive ha spiegato Paul. Significa seguire quegli aspetti e quegli atteggiamenti non previsti che sono in grado di generare valore e che possono rappresentare l’occasione di trovare nuove soluzioni.

Come fare? Innanzitutto dobbiamo tenere gli occhi più aperti che mai, e poi cominciare a espandere il circolo delle persone coinvolte nel prendere le decisioni strategiche, cercando di muoverci fuori dalla nostra comfort zone, vale a dire esplorare terreni sconosciuti, spingendo la nostra organizzazione oltre il punto di rottura e creando dialoghi interni a essa per generare una positiva tensione. Dare voce in capitolo a consumatori e fornitori è un altro modo di entrare in contatto con devianze positive.

Sviluppare le idee di altri

Nel pratico questo si traduce nell’investire in quello che vorremmo fare con l’idea di spinoffarlo: Condividere idee e sviluppare sulle idee dei colleghi suggerisce Paul – Votandosi queste idee a vicenda per trovare prodotti da supportare.

Cambiare la matrice

Si tratta di cambiare il paradigma all’interno del quale ci muoviamo. Per farlo occorre identificare chi sono le persone più influenti, cambiare il modo di ragionare e tracciare le metriche di quello che abbiamo sviluppato, ma non venduto, cercando di generare valore dalla creazione e non dalle performance.

Less is more

Questa l’abbiamo sentita più volte, ma non mi stanco mai di risentirla. Per essere innovativi bisogna togliere tutto quello che si può togliere, perché le cose più semplice sono di solito meglio. Occorre eliminare i confini.

Cambiare il metodo

Pensare al nostro lavoro e a come facciamo le cose ci aiuta a cambiarle e solo con un pensiero positivo e propositivo possiamo sostenere l’innovazione. La gente vuole lavorare in ambienti significativi e pieni di gioia e le aziende hanno il compito di trovare risposte a queste esigenze.